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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 04:42

Struttura al gruppo molisano

Neuromed acquista Kentron
la clinica rischiava il crac

kentron

GIOVANNI LONGO

BARI - Sospiro di sollievo per la Kentron e per i suoi 120 dipendenti. Lo spettro del fallimento si allontana. Ieri, davanti a un notaio, con il via libera della magistratura barese, è stato firmato il contratto di acquisto delle quote della Court Estate, società che controlla al 100% la clinica «Giovanni Paolo II» di Putignano la cui vecchia gestione è al centro di numerose inchieste della Procura di Bari. Il nuovo proprietario è il gruppo molisano Neuromed, un Irccs (istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) che gestisce una quindicina di cliniche private tra Molise, Campania e Lazio e che, con Kentron, approda anche in Puglia. Costo dell’operazione circa 5,5 milioni di euro, necessari a ripianare gli ingenti debiti e a rilanciare l’attività, forte dell’accreditamento con la Regione che garantisce, ogni anno, circa 5 milioni di euro (su un fatturato totale di circa 6). Un gioiello che fa gola perché la riabilitazione e gli esami strumentali sono un business molto remunerativo, specie in un territorio strategico come quello dove ha sede la clinica.

Un lavoro non facile per il commercialista Sebastiano Panebianco amministratore della Kentron, nominato lo scorso dicembre a sua volta dall’amministratore giudiziario della capogruppo, sempre su indicazione della magistratura barese. Kentron, ricordiamo, è in concordato preventivo «in bianco» (giudice delegato Nicola Magaletti) con l’obbligo di depositare il piano entro il 7 giugno. Quasi al triplice fischio e in meno di sei mesi Panebianco, assistito dall’avvocato Pino Pepe, oltre a gestire un’azienda sull’orlo del dissesto, ha avviato una ricerca di mercato che si è di fatto conclusa con l’acquisto da parte di Neuromed.

La «Giovanni Paolo II» è gestita in regime di commissariamento da quando la Procura ha sequestrato la quasi totalità del capitale della Court Estate srl nell’ambito dell’inchiesta sul crac milionario della Ilcam. A carico dell’ex dominus della Kentron, Francesco Ritella, è aperto un fascicolo per appropriazione indebita ed evasione fiscale. Ora l’accusa per Ritella potrebbe diventare di bancarotta fraudolenta. A coordinare l’indagine dei finanzieri del nucleo di polizia tributaria del comando provinciale il pm Francesco Bretone. Orologi di gran marca, vini costosi, persino alberghi di lusso e lenzuola di raso pagate con i soldi del Ssn. Così Ritella avrebbe provocato il dissesto di Kentron che, ora, con l’acquisto da parte di Neuromed, prova a voltare pagina.

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