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Venerdì 17 Novembre 2017 | 20:21

BARI - raccolti 150 pezzi

Trottole ai bimbi del Libertà
in cambio di armi giocattolo

Giornata di educazione alla legalità con il direttore dell'Oratorio e il questore

ANNADELIA TURI

Se consegni l’arma giocattolo ti regalo una trottola luminosa. Non una qualsiasi ma lo «spin fidget spinner» tanto di moda in questo periodo. Così il direttore dell’oratorio del Redentore don Francesco Preite è riuscito a convincere i ragazzi del quartiere Libertà a disfarsi di pistole e fucili giocattolo per imparare a giocare in modo sano, imparando a vivere nella legalità. Oltre 150 le armi giocattolo raccolte dal sacerdote e tante altre stanno arrivando all’oratorio. È l’obiettivo raggiunto con la campagna «disarmiAmo la città». Ieri il sequestro simbolico alla presenza di educatori e forze dell’ordine.

«Cerchiamo di insistere con queste iniziative attraverso un percorso che abbiamo fatto con le scuole del territorio dedicato ai 25 anni della strage di Capaci – spiega il sacerdote salesiano - credo che sia un gesto molto forte. Non dimentichiamo che, qualche tempo fa, qualche ragazzo ha fatto una rapina proprio con un’arma giocattolo nei supermercati della zona e altri sono entrati a scuola con armi del genere».

Dopo aver ascoltato gli educatori i bambini hanno consegnato le armi giocattolo ai poliziotti. «Io avevo una pistola giocattolo – spiega Cosimo di 11 anni - e ho deciso di consegnarla perché avere un’arma vuol dire essere violenti, quindi se tu la doni fai del bene. Questa esperienza mi ha insegnato che devo giocare con i giocattoli adatti ai bambini della mia età e rispettare le regole». Doriana e Giorgia di 10 anni hanno convinto, invece, i loro fratelli a consegnare le armi giocattolo. «Le abbiamo consegnate per avere un giocattolo in cambio, uno di quelli con i quali noi bambini possiamo giocare». La pensa così anche il piccolo Ivan. «Ho consegnato un fucile preso da mio cugino. Penso che il gesto di dare un’arma giocattolo sia una buona azione perché se da piccoli si gioca con un fucile saremo istigati ad usare quello vero quando diventeremo grandi. E questo non va bene».

Ad eseguire simbolicamente il sequestro, il questore di Bari Carmine Esposito. «È un’iniziativa encomiabile da parte di don Francesco il quale non è nuovo a progetti orientati alla legalità – spiega il questore - perché va ad incidere sugli aspetti culturali, ovvero sulla coscienza degli individui. Quindi, agire su questo fronte in maniera preventiva (come la consegna di queste armi giocattolo) ha un significato e un sapore del tutto particolare. Non esistono quartieri difficili ma le difficoltà che vive un quartiere, è una forma di ghettizzazione alla quale io non voglio arrendermi. La qualità dei ragazzi che vivono al Libertà non è diversa da quella di altri quartieri più rinomati della città perché questi giovani hanno un’indole e sentimenti uguali agli altri. Quindi, cosa rende tutto più difficile? Questa forma di sensibilizzazione alla quale molti di loro non sono forse abituati. Bisogna essere accanto ai ragazzi, assecondarli, facilitare loro il percorso. La Polizia di Stato sarà sempre al loro fianco perché i giovani hanno il dovere e il diritto di realizzare i loro sogni. Tutte le istituzioni hanno il compito di rimuovere gli ostacoli per garantire a tutti le stesse potenzialità e le stesse possibilità».

E a sostegno del quartiere l’assessore comunale ai lavori pubblici Giuseppe Galasso ha ribadito che l’intera piazza del Redentore è stata inserita e finanziata all’interno del piano periferie e sarà oggetto di riqualificazione. Il progetto rientra tra gli interventi plurimi previsti al Libertà per creare nuovi spazi di aggregazione.

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