Martedì 17 Luglio 2018 | 11:55

Università

Bari, stop studenti «furbetti»
recuperati 4,4 milioni

Offensiva anti-truffe Il rettore Uricchio: potenzierò i servizi

studenti

ALESSANDRA MONTEMURRO

Ci sono 4 milioni e 400mila euro in più nel bilancio dell’Università di Bari per il 2015. Soldi recuperati grazie al protocollo d’intesa tra Uniba e Guardia di finanza per il coordinamento dei controlli sulle posizioni reddituali e patrimoniali del nucleo familiare dello studente che usufruisce di agevolazioni contributive. Denaro che confluirà nell’avanzo di amministrazione per il 2016. Sottoscritto il 13 marzo 2014 l’accordo, secondo le prime stime, ha portato a un aumento di poco più dell’11% sui 38 milioni di euro di previsione di bilancio per l’anno appena passato.

Le verifiche svolte e tuttora in atto, la capacità di ascolto e di guida dei funzionari della Guardia di Finanza e dell’Università rivolte agli studenti hanno evitato fenomeni più o meno consapevoli di evasione contributiva e costituito un efficace fattore deterrente per chi fino a ieri (e anche domani) provava a fare il furbetto. Una convenzione ha riguardato anche attività di collaborazione tra i due Enti per contrastare fenomeni di evasione fiscale da parte di terzi, con la prospettiva di tutelare gli studenti fuori sede in una Bari che si candida a trasformarsi in città universitaria.

Sono 12 i reparti della Guardia di finanza che hanno contributo alle attività di controllo. «Abbiamo operato in tutta la provincia per verificare se le dichiarazioni consegnate dagli studenti all’Università fossero reali o meno - ha riferito il generale Vincenzo Papuli, comandante provinciale delle Fiamme Gialle -. Dopo una prima campionatura fornita dall’Università stessa, sono stati circa 200 i controlli, telematici e sul territorio, portati a termine, con una risultanza del 35% di posizioni irregolari rilevate. Dati che assumono un particolare significato anche in considerazione della collaborazione aperta e trasparente che si è creata tra Stato e istituzioni, oltre che per le somme recuperate e per l’effetto deterrente indotto che ha fatto sì che ha fatto sì che soggetti che in passato avevano formulato richieste di agevolazioni non realmente spettanti abbiano desistito dal reiterarle».

A fornire spiegazioni sui fondi recuperati è invece Sandro Spataro, dirigente del Dipartimento risorse finanziarie dell’Università di Bari. Diverse le tipologie contributive che hanno portato al recupero dei 4,4 milioni di euro tra tasse e contributi per iscrizione a corsi di laurea, dottorati di ricerca, scuole di specializzazione ed esami di Stato.

Uno dei fenomeni più ricorrenti è stato quello degli studenti dichiaranti residenza autonoma. Per rientrare in tale fattispecie di categoria e godere di riduzioni sulla tassazione infatti è necessario possedere un reddito minimo e risiedere in una abitazione slegata dal nucleo familiare e che non deve neppure essere di proprietà di uno dei componenti dello stesso. Capitava invece che uno studente abitasse in casa comunque di proprietà di un familiare. E questo non dava diritto a sconti sulla tassazione.

Piena soddisfazione per la collaborazione tra Università e Guardia di finanza è manifestata anche nelle parole del Rettore, il prof. Antonio Uricchio. «Abbiamo ottenuto risultati addirittura migliori rispetto alle previsioni - ha commentato - e devo ringraziare i nostri amministrativi e gli uomini della Guardia di finanza per l’impegno profuso in questa attività. Chiederò a Senato accademico e Consiglio di amministrazione di destinare queste cifre al rafforzamento dei servizi per gli studenti. Intanto posso dire che l’obiettivo di diffondere la cultura della legalità e sensibilizzare studenti e famiglie a comportamenti fiscalmente corretti sembra esser stato raggiunto».

C’è da aggiungere che il protocollo stipulato nel 2014 scadrà a marzo prossimo e dovrà essere rinnovato e, alla luce dei risultati ottenuti, non si vedono difficoltà in tal senso all’orizzonte.

Nel frattempo c’è ancora il Politecnico. Lo stesso protocollo infatti è stato sottoscritto anche con questa istituzione accademica, ma si sta ancora lavorando sui dati. Considerati i numeri inferiori di iscritti rispetto all’Ateneo sembra però si viaggi su proporzioni simili.

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Commenti all'articolo

  • gianfranco

    gianfranco

    24 Gennaio 2016 - 21:09

    Non credo siano gli studenti i colpevoli, essendo per la gran parte, per l'appunto, studenti e, quindi, non percettori di reddito. I veri colpevoli e furbetti sono i genitori che, così operando, oltre ad essere parassiti della società non sono sicuramente di buon esempio per i propri figli facendone futuri evasori. Tanto lo faceva papà...

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