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Sabato 25 Novembre 2017 | 01:04

I 90 milioni di finanziamenti

Bari, l'Interporto perde i fondi
per raddoppio. Il Tar: inaffidabili

Bari, l'Interporto perde i fondiper raddoppio. Il Tar: inaffidabili

BARI - L’Interporto regionale della Puglia non ha rispettato i termini per la realizzazione del primo stralcio del raddoppio, e ad oggi non si trova «nella condizione di presentare accordi efficaci, in grado di garantire l’effettivo apporto dei mezzi finanziari indispensabili alla realizzazione dell’opera». Per questo il Tar di Bari (sentenza 497/2017) ha respinto il ricorso della società della famiglia Degennaro contro il provvedimento della Regione che aveva disposto il definanziamento di 90 milioni di fondi europei del periodo 2014-2020 e la revoca dei 9 milioni di anticipo erogati nel 2013.

A ottobre scorso i giudici amministrativi avevano sospeso il provvedimento regionale, dando la possibilità all’Interporto di rientrare in gioco presentando un accordo di partnership con un nuovo finanziatore e rendicontando i 9 milioni. Tuttavia, osserva ora il Tar, «la suddetta partnership non si è concretizzata nei termini indicati»: General Electric si è limitata «a prendere in considerazione l’”eventualità” di cooperare all’iniziativa». Ecco perché la revoca disposta dalla Regione, è scritto in sentenza, è «sostanzialmente fondata sull’intervenuta inaffidabilità del soggetto beneficiario del finanziamento»: sono state respinte le argomentazioni di Interporto, che contestava una serie di violazioni formali del procedimento. Il Tar parla tuttavia di «parziale imputabilità dei ritardi alla Regione», riferendosi probabilmente ai tempi di rendicontazione delle risorse già spese.
Nelle scorse settimane l’Interporto aveva restituito 5,8 milioni di euro e dovrà ora darne alla Regione altri 1,7, poiché ha potuto rendicontare nei tempi solo la spesa di circa 2,5 milioni. La società, comunque, annuncia appello al Consiglio di Stato e - sui ritardi - sta valutando una ulteriore diffida alla Regione.

L’assessorato ai Trasporti, invece, darà immediatamente esecuzione alla revoca e dovrà dunque decidere come spendere i 90 milioni. «La Regione può valutare altri progetti - dice l’assessore Gianni Giannini - essendosi prodotta la nuova disponibilità dei 90 milioni sul Po 2014-2020: non c’è, comunque, alcun rischio nemmeno remoto che i fondi vadano persi». Non è impossibile che venga finanziato un nuovo progetto relativo a infrastrutture interportuali, dedicate cioè alla logistica intermodale. Fs Logistica (avvocato Beppe Macchione), proprietaria dei suoli dell’ex scalo Ferruccio su cui sarebbe dovuto sorgere il raddoppio di Interporto, ha intanto chiesto la restituzione delle aree. [m.s.]

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