Cerca

Martedì 21 Novembre 2017 | 09:27

Bari

Poche maestre, in calo
le classi a tempo pieno

Scuola, inizia un nuovo annoma il futuro resta incerto

di Antonella Fanizzi
Le scuole di Bari e provincia hanno fame di insegnanti, soprattutto di maestre e maestri delle materne e delle elementari. Servirebbero almeno mille e 100 docenti in più per ottenere un riequilibrio dell’organico in base ai parametri nazionali. «Questo riequilibrio - spiega Claudio Menga, segretario regionale della Flc-Cgil - andrebbe fatto a prescindere dal calo demografico, altrimenti il deficit già presente resterebbe strutturale».

Da anni gli istituti baresi, al pari degli altri disseminati in tutta la Puglia, sono costretti a fare i conti con un numero insufficiente di insegnanti. E non è un caso che la nostra regione sia fanalino di coda nella classifica nazionale per diffusione del tempo pieno: hanno una percentuale più bassa di classi dove gli alunni possono studiare e essere seguiti fino al pomeriggio, beneficiando della mensa, soltanto la Sicilia e il Molise.

Nei giorni scorsi i due ministeri dell’Economia e dell’Istruzione hanno dato il via libera all’assunzione a tempo indeterminato di 52mila docenti in tutta Italia. «Il problema però - commenta Menga - è che la parte di gran lunga prevalente di questi posti è destinata sia al semplice turn over, e cioé al ricambio del personale che va in pensione, sia alle stabilizzazioni su posti già esistenti in organico di diritto e già retribuiti comunque per 12 mesi nell’intero anno scolastico».

Le reali occasioni di inserimento per i precari sono dunque esigue. In Puglia, stima la Flc-Cgil, l’unico dato certo è rappresentato dai 1.411 posti relativi ai pensionamenti, una goccia nel mare dei problemi.

La questione è semplice: per maestre e professori, il numero dei posti a disposizione dipende innanzitutto dal numero delle classi. Il numero delle classi dipende a sua volta dal numero medio delle alunni che le frequentano. Ma Bari e la Puglia hanno una media di alunni per classe più alta di 0,5 punti rispetto al panorama nazionale. Per non avere il problema delle classi pollaio, queste dovrebbero essere 661 in più. Quali le conseguenze di queste penalizzazioni? Risponde Menga: «Il diritto allo studio, in particolare del tempo pieno, non viene garantito a tutti coloro che ne fanno richiesta, con un grave danno per l’organizzazione familiare. Inoltre, arrivati alle superiori, molti studenti si perdono per strada: l’elevato tasso di abbandoni dipende anche da una carente offerta formativa».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione