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Venerdì 24 Novembre 2017 | 16:00

Le reazioni dopo le chiusure

Bari libera dalle auto
il piano Decaro divide

Molti plaudono l'iniziativa ma c'è chi fa la conta dei danni

Bari libera dalle autoil piano Decaro divide

DANIELA D'AMBROSIO

L’esperimento G7, la città tranquilla e ordinata e senza auto in giro è particolarmente piaciuta al sindaco Decaro che, dopo l’esperienza di questi giorni, guarda con ancor maggiore interesse all’idea di pedonalizzare altri spazi cittadini. Ma questa idea di città senz’auto, pur apprezzata in teoria, sembra di difficile realizzazione, o almeno chiede importanti interventi.

Arturo Cucciolla, architetto, è il più vicino alle posizioni di Antonio Decaro in fatto di pedonalizzazioni e la sua battaglia per il parco del Castello ne è la prova: «I giorni del G7 - dice Cucciolla - hanno anticipato quello che sarà. Il traffico è stato deviato nell'area portuale e la cosa ha funzionato. Allontanando il traffico dalla zona del Castello si possono unificare tutte le zone verdi, dalle aree oggi di pertinenza esclusiva del provveditorato alle Opere pubbliche a quelle realizzabili spostando i parcheggi da largo Ruggero il Normanno, poi il verde recintato di Santa Chiara. Unificando questi pezzi con i fossati del Castello e i giardini Isabella d'Aragona si otterrebbe un parco di circa sei ettari di superficie».
«Per il Murattiano - aggiunge - il discorso è di altro genere: ci sono decine di strade parallele e bisognerà fare una gerarchia di linee di attraversamento e di zone destinate al parcheggio. Le auto che spariscono dalle strade devono aver un'alternativa di parcheggi tutto intorno al quartiere. Per questo sono fondamentali le aree che si liberano dalla soluzione del nodo ferroviario».
«Comunque il sindaco va incoraggiato - conclude - la pedonalizzazione è la strada giusta per migliorare la città, così come dimostrano le strade o piazze già oggi sono libere dalle auto».

«La pedonalizzazione deve essere subordinata a un piano strategico di parcheggi ma soprattutto di viabilità, che non sacrifichi commercianti, clienti e residenti - commenta Carlo Saponaro, vice presidente nazionale e presidente provinciale FederModa - noi ci aspettiamo un piano strategico di coordinamento per tutto il quadrilatero del borgo murattiano, dove è importantissimo organizzare parcheggi e trasporti pubblici».
«Le zone chiuse sono un beneficio per l'ordine - aggiunge Saponaro - non devono essere un sacrificio per chi ci lavora e per chi ci abita. Bisogna pensare ai disabili, agli anziani, che sono sempre di più e non possono avere difficoltà di movimento nel loro quartiere né possono essere deportati. Per contro una zona con verde è silenzio è certamente meglio di una città convulsa e assordata dai clacson delle auto. Ma è un problema che devono risolvere gli urbanisti».
«È chiaro - conclude - che anch’io voglio una Bari ordinata e vivibile, come le più grandi città del mondo, è chiaro che non posso dire di no al progresso, ma è altrettanto chiaro che serve un piano strategico dei servizi, dei parcheggi, dei mezzi di trasporto per i residenti come per i commercianti e i clienti. Anche se i problemi del commercio non si risolvono con la pedonalizzazione: l’unica ricetta per il rilancio del settore è una riduzione della pressione fiscale per far ripartire i consumi. Il resto è un corollario».

«Le dico una cosa sola: chiudiamo anche noi e non ne parliamo più, così non vale la pena andare avanti». È determinato Giulio Pettini, della storica azienda barese, deluso, per non dire inferocito, dai risultati di una settimana di blocco: «La forza di Bari - dice - era rappresentata dalla bellezza dei negozi del centro murattiano. Abbiamo passato una settimana con i negozi vuoti, in città non girava nessuno»
«Sì, forse - ammette - queste cose possono portare beneficio alla città, e ben vengano, ma una chiusura così assoluta e totale è un disastro. Questa è stata la peggiore settimana di maggio, un periodo molto favorevole per noi, perché legato ai matrimoni».
«D’altra parte - incalza - si parla da tempo di pedonalizzazione ma non si è fatto ancora nulla per organizzarla. Abbiamo progetti fermi o bocciati, assistiamo solo a questa volontà sistematica di chiudere il centro senza individuare le soluzioni per far arrivare comodamente le persone».
«Io sono favorevole ad alcune zone pedonali - conclude - che portano beneficio, ma l'unica possibilità di raggiungere il centro non può essere il parcheggio di scambio. Nelle altre città sono state trovate soluzioni, qui no. A queste condizioni noi non siamo più disponibili a investire in questa città: solo costi in crescita e conti da pagare mentre in centro non viene più nessuno».

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