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Giovedì 23 Novembre 2017 | 06:31

dall'11 al 13 maggio

G7 a Bari, scatta
l'allarme cantieri

Possono essere nascondigli e depositi per i black bloc pronti alla violenza

G7 a Bari, scatta l'allarme cantieri

Prevenzione e «intelligence». Controlli sugli obiettivi considerati sensibili ad attacchi terroristici e a manifestazioni di protesta delle frange più violente dei movimenti «no global». Raccolta e analisi di notizie, indiscrezioni, dati, dalla cui elaborazione ricavare informazioni utili sulla presenza a Bari di presunti jihadisti o aspiranti tali e anarchici pronti ad inscenare azioni di protesta violenta.

L’innalzamento del livello di sicurezza per la riunione del G7 dell'Economia che si svolgerà da venerdì 11 a sabato 13 ha messo in moto la macchina dei controlli concentrati sul centro della città teatro del summit, su porto e aeroporto, sulle sedi istituzionali, su scuole, università e su spazi pubblici o privati. Bari si sta preparando a una tre giorni di grandi mobilitazioni. Cinque manifestazioni, compresi due sit-in, zone cuscinetto e centro blindato sono state annunciate da parte di un non meglio precisato comitato spontaneo nato sui «social media» deciso a far sentire la propria voce attraverso manifestazioni che verranno organizzate i giorni 11 e 12; da una coalizione studentesca che ha chiesto di poter fare i propri sit-in nei giorni 12 e 13; da una coalizione di gruppi e forze politiche ideologicamente vicine al centro sinistra che si sono prenotate per manifestare sabato 13. Stessa data indicata per un imponente corteo di protesta dal costituendo Comitato anti G7 che raccoglie soggetti provenienti dagli ambienti antagonisti e dal comitato Ex Caserma Rossani. Anche il Comitato messo in piedi dai parenti delle vittime della strage ferroviaria che si è consumata sulla linea Andria-Corato della Ferrotranviaria ha chiesto di poter far sentire pacificamente la propria voce.

Alcune delle manifestazioni annunciate vengono considerate a rischio. Ognuna di queste iniziative dovrà ricevere il nulla osta della Questura, previo accordi su tempi e modalità per evitare situazioni che possano mettere a rischio lo svolgimento del vertice ma soprattutto l’incolumità di manifestanti e spettatori.

Le forze di polizia erigeranno, nelle ore precedenti all’inizio del vertice dei ministri dell'Economia delle nazioni più sviluppate, un cordone di sicurezza a protezione che si annuncia senza precedenti per Bari. La stretta sui controlli sarà severa e intransigente. Sopralluoghi, e perquisizioni interesseranno nelle ore che precederanno l’inizio della manifestazione e durante i tre giorni del vertice internazionale anche quelle aree pubbliche e private (depositi, cantieri, piccole fabbriche in disuso, spazi urbani dismessi, edifici disabitati) che potrebbero rappresentare un appoggio logistico clandestino, un rifugio, un nascondiglio per malintenzionati. Le attività di preparazione sono già in corso da diverse settimane ma con il trascorrere dei giorni le ispezioni, i posti di blocco e di controllo su strade e autostrade, presso le stazioni ferroviarie, portuali e aeroportuali, nei punti di arrivo e partenza delle autolinee con particolare attenzione all’individuazione di eventuali sospetti tra la folla dei viaggiatori, si faranno sempre più serrati.

Da settimane si stanno succedendo in Prefettura una serie di summit che hanno riunito intorno allo stesso tavolo i vertici di Questura, Comando provinciale dei Carabinieri, Comando provinciale della Guardia di finanza, Polizia Municipale. Anche se per questo G7 di Bari il rischio di atti terroristici e manifestazioni di protesta violento per il momento appare di livello basso.

Per quello che riguarda l’attività di «intelligence», la lente di ingrandimento degli investigatori è puntata oltre che sui centri di aggregazione di alcune comunità straniere anche sugli ambienti anarchici e dell’estremismo politico. Non c’è solo il terrorismo internazionale a fare paura. Il rischio disordini e contestazioni contro l’Unione europea, legati alla presenza di frange antagoniste provenienti anche da altri Paesi, non viene sottovalutato. Prefettura e Questura stanno mettendo in campo un imponente dispositivo di sicurezza per la gestione dell’ordine pubblico, con zone rosse, no-fly zone, aree cuscinetto e cortei e sit-in distribuiti nell’arco delle tre giornate per evitare un concentrazione di manifestanti troppo numerosa per essere tenuta sotto controllo. Si vuole inoltre scongiurare che attivisti di diversi schieramenti vengano a contatto o che i più esagitati possano cercare di sfondare le aree no-limits. Le autorità italiane e straniere hanno interrotto gli accordi di Schengen, con il ripristino dei controlli a tutti i valichi di frontiera dal 10 al 30 maggio. La Digos di Bari insieme al Servizio centrale antiterrorismo sta inoltre esaminando gli elenchi dei viaggiatori in partenza e arrivo in porto e aeroporto.[l.nat.]

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