Cerca

Sabato 25 Novembre 2017 | 10:49

Il numero 2 del Viminale

G7, viceministro Bubbico
«Si farà tutto il possibile»

G7, viceministro Bubbico«Si farà tutto il possibile»

DONATEZZA LOPEZ

«Non ci sono isole felici. Sarebbe un errore ritenerlo. Viviamo in un mondo che affronta identici problemi e identici rischi. Ma Bari non è una città qualunque: dal punto di vista geopolitico e geo economico ha una funzione rilevante ed è fortemente presidiata in termini di capacità di analisi e di monitoraggio di movimenti che possano fare presagire atti di non amicizia dei nostri confronti». Lo afferma il viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico, a proposito delle misure straordinarie di sicurezza disposte in occasione del G7 che si terrà a Bari dall’11 al 13 maggio. Misure, che a oggi, nessuno svela o conferma in modo ufficiale.
Quindi, riguardo all’ipotesi che Bari possa diventare obiettivo di attacchi terroristici, vista l’importanza dell’evento, Bubbico aggiunge: «Tranquilli non si può mai essere, ma si abbia consapevolezza che viene fatto tutto il possibile. Tutto ciò che è umanamente pensabile viene messo in pratica; compatibilmente con la potenza delle dotazioni tecnologiche».
E parlando con il viceministro si scopre che l’Italia gode addirittura della stima e di una considerazione notevole da parte degli altri Stati europei.
«È da un bel po’ di tempo che il nostro sistema di sicurezza è stato portato a un livello piuttosto alto perché abbiamo vissuto e gestito eventi importanti, di rilievo mondiale, come Expo 2015 e il Giubileo della misericordia. Proprio in relazione ai due eventi, la collaudata attività e il coordinamento delle forze di polizia e dei nostri servizi di intelligence, sono stati ulteriormente rafforzati. Ancora una volta è emersa una tradizione di completa cooperazione tra le forze di polizia e una capacità di condividere non solo informazioni, ma anche appoggi operativi».
E proprio in relazione a Expo 2015 e al Giubileo, parlando con Bubbico si apprende che l’Italia ha proposto iniziative, in ambito europeo, perché venisse codificato un modello di cooperazione che comportasse la condivisione di informazioni utili per gestire, in condizioni migliori, gli apparati di sicurezza rispetto al pericolo terrorismo. «Purtroppo non abbiamo riscontrato grande sensibilità a riguardo - dice - pur dovendo segnalare importanti passi avanti che sono stati compiuti. Ma gli eventi terroristici che si sono verificati di recente hanno indotto i paesi più recalcitranti a comprendere che un apparato di sicurezza che copra l’intera Europa è sicuramente un obiettivo auspicabile. Siamo riusciti anche a vincere le resistenze della Commissione delle libertà civili del parlamento europeo perché il voto contrario all’applicazione del Pnr, «Passenger name record», il sistema per il controllo dei passeggeri sugli aerei, venisse superato. Il Pnr è uno strumento molto utile per monitorare i movimenti di soggetti che potrebbero riferirsi a movimenti jihadisti o muoversi come lupi solitari. Siamo tutti esposti a rischi di attacco terroristico ma, in Italia, le iniziative poste in essere fin qui hanno manifestato tutta la loro efficacia».
Così, l’intuizione di costituire il Comitato di valutazione strategica antiterrorismo viene confermata e con l’attribuzione aggiuntiva delle competenze antiterrorismo al Procuratore nazionale antimafia, le forze di polizia e la magistratura accedono a strumenti migliori per fronteggiare i rischi. «Ci auguriamo che non accada mai nulla da noi; pur avendo la consapevolezza che potrebbe succedere», aggiunge il sottosegretario che poi riferisce che in Italia viene fatto il massimo per scongiurare il rischio di attacchi grazie anche a un rodato modello di cooperazione e di condivisione di informazioni, di valutazione e di analisi, con i servizi d’intelligence. «Ciascuno – dice Bubbico – fa bene la propria parte. Non ci sono conflitti o gelosie o situazioni che non vengano condivise e valutate assieme; e questo conferisce un valore aggiunto all’attività di sicurezza e ai provvedimenti che vengono adottati».
Così a fare la differenza nell’ambito del nostro apparato antiterrorismo è la capacità investigativa e di coordinamento delle forze dell’ordine italiane; ma anche l’impiego dei militari che rientrano nel programma «Strade sicure», costituisce un ulteriore vantaggio. E proprio a Bari la condivisione di notizie e l’attenzione dei cittadini consentì, un anno fa, l’arresto di tre presunti terroristi.
Infine, con il viceministro si fa accenno agli episodi di criminalità organizzata e ai tre omicidi compiuti, dall’inizio dell’anno a Japigia. Bubbico ha così approfittato per lodare «l’azione penetrante di contrasto» condotta dalla Direzione distrettuale antimafia. «Proprio quegli episodi - afferma - da una parte denunciano la violenza e il profilo alto delle organizzazioni criminali, ma dall’altro un fattore di debolezza perché i conflitti che nascono all’interno dei clan derivano anche dall’azione esercitata dalle forze dell’ordine e dalla magistratura che riducono i loro spazi di manovra».
«Dobbiamo essere consapevoli – conclude Bubbico, lo scorso anno a Bari per la passeggiata della legalità a Carassi, quartiere colpito dal fenomeno delle estorsioni - che la criminalità organizzata non può essere sconfitta una volta per tutte. Le mafie vengono indebolite attraverso azioni di contrasto della magistratura e delle forze di polizia, ma vengono sconfitte quando la consapevolezza dei cittadini è tale da non tollerare comportamenti mafiosi. Il rispetto delle regole non rappresenta un costo, ma crea condizioni di benessere per la comunità. Le realtà più avanzate e ricche sono quelle dove le regole vengono rispettate. Quindi, non solo azioni di contrasto alla criminalità organizzata, ma rispetto delle regole».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione