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Giovedì 23 Novembre 2017 | 00:59

la polemica

Il Tribunale del Lavoro
resta a Bari
Stop ipotesi trasferimento

tribunale di Bari

di NINNI PERCHIAZZI

ROMA - No alla sezione Lavoro del tribunale di Bari a Modugno, la vicenda approda sul tavolo del Ministero della Giustizia, aprendo un nuovo capitolo della telenovela che potrebbe rimescolare le carte in tavola. A prendere la direzione della cittadina contigua territorialmente al capoluogo, potrebbero infatti essere gli archivi del Tribunale barese, mentre avvocati lavoristi e personale della giustizia in servizio in quegli uffici, resterebbero nella storica sede di largo De Nicola.

L'INCONTRO - È quanto è scaturito dall'incontro tenutosi ieri in via Arenula tra il sottosegretario alla Giustizia, Federica Chiavaroli, e una delegazione barese composta dai consiglieri di centrodestra Giuseppe Carrieri, Filippo Melchiorre, Michele Picaro e Fabio Romito, sostenuti dal sottosegretario al Lavoro, Massimo Cassano. Presenti anche i componenti della sigla sindacale, Federazione intesa, e l'ex componente del CSM, Gianni Di Cagno, in qualità di portavoce del comitato degli avvocati.
di cagno: «è follia» È stato proprio l'avvocato barese ad illustrare al viceministro il nonsense della proposta di spostare la sezione Lavoro da Bari a Modugno, mentre Cassano ha espresso tutta la contrarietà per la proposta alternativa di allocare gli uffici del Tribunale di sorveglianza negli immobili del Comune con cui il capoluogo condivide il suolo della zona industriale. «Non è un problema emergenziale, perché viene da lontano e non lo si può scaricare sui cittadini. Sarebbe singolare che mentre si individuano soluzioni per l'accorpamento, ora si creino situazioni di soluzioni distaccate. È follia», ha commentato Di Cagno.

Allo stesso modo è stata indicata una soluzione per ospitare in locali inutilizzati del palagiustizia barese i 6.200 fascicoli e 12 dipendenti, costretti al trasloco a causa della chiusura delle sezioni distaccate di Rutigliano, Altamura e della stessa Modugno, i cui locali sarebbero particolarmente adatti a contenere gli archivi del Tribunale, in quanto dotati di specifico sistema antincendio a polvere.
Sarà però una riunione a stabilire se tale percorso alternativo sia percorribile. Infatti, a breve, il sottosegretario Chiavaroli convocherà a Roma il presidente corte appello Egiziano Di Leo, il Presidente del tribunale, Domenico De Facendis e il Commissario dell'ordine degli avvocati, Antonio Giorgino, insieme ai sindacati e a Di Cagno.

LA DELEGAZIONE BARESE - C'è soddisfazione nella delegazione barese che fin dal primo momento ha combattuto contro la possibile frammentazione della funzione giudiziaria in due sedi distaccate, in due comuni diversi, peraltro difficilmente raggiungibili nelle ore di punta. «Tale ipotesi creerebbe seri problemi all’attività professionale di centinaia di avvocati e ancor più agli utenti - ha detto Cassano -. È evidente che a Bari c’è un problema serio che da anni interessa gli uffici giudiziari, ma non si possono trovare soluzioni che rischierebbero di peggiorare la questione dal punto di vista organizzativo e strategico. Sono convinto che una soluzione debba essere intrapresa con il coinvolgimento decisivo degli addetti al lavori, avvocati, magistrati, rappresentanti del personale amministrativo», ha spiegato Cassano. E Sisto (Fi) in serata: «Non cado nel tranello della lotta fratricida. Di tutte le proposte bisognerà discutere con i vertici giudiziari».

UN MARE DI FASCICOLI - Nel palazzo di Giustizia di largo De Nicola ci sono oltre 55mila fascicoli che dovrebbero essere trasferiti nella ex sezione distaccata di Modugno, in compagnia di 14 magistrati togati con tutto il personale amministrativo al seguito. «Se in piazza De Nicola ci sono otto aule, a Modugno ce ne sono cinque, per una sede che si trova in un altro Comune, lontano dal centro cittadino, senza un servizio di autobus e parcheggi. E stesso discorso varrebbe anche per il Tribunale di Sorveglianza», ha concluso il sottosegretario, confidando nella buona volontà e nella collaborazione della collega Chiavaroli.
Missione compiuta per il centrodestra cittadino. « Il centrodestra compatto si sostituisce ancora una volta al governo cittadino assente su un tema così delicato e importante per la città», asseriscono all'unisono i consiglieri in trasferta nella Capitale. «Confidiamo che adesso si giunga ad una soluzione utile per tutti, evitando polemiche e disagi», concludono i consiglieri peraltro artefici sin dalla prima ora della raccolta di firme contro la contestata operazione.

LE ALTRE SOLUZIONI - Ulteriore prossimo passo, sarà il coinvolgimento del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, gen. Danilo Errico al fine di valutare la fruibilità di palazzo Betti (ex circolo ufficiali) e palazzo Bixio (ex tribunale militare), così come proposto dai consiglieri comunali di centrodestra in seguito alla ricerca di mercato indetta dal ministero.

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