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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 04:49

La psicosi incombe sulla sagra, ma sarà una grande festa

Un attentato a San Nicola?
Decaro: «Basta false notizie»

Un attentato a San Nicola?  Decaro: «Basta false notizie»

di LIA MINTRONE

BARI - Ormai è psicosi San Nicola. Non c’è luogo di aggregazione, a Bari, in cui non si parli della presunta pericolosità dell’edizione 2017 della festa del Santo patrono. Un’insidia che non trova alcuna conferma né dai palazzi istituzionali né dalle forze dell’ordine ma che monta, come una valanga, nel cosiddetto mondo virale. Ad accendere la miccia del terrore, giorni fa, un file audio diffuso su whatsapp e social network. Una donna, dalla voce molto giovane, dalla evidente cadenza barese, informa urbi et orbi non meglio identificati « raga» che un presunto cognato medico l’ha avvertita del furto di due ambulanze, le stesse che saranno usate dai terroristi (parola non usata nel file audio) per lanciarsi sulla folla durante la festa di San Nicola «così come è accaduto a Stoccolma». Dall’incertezza nel parlare, si evince che la ragazza in questione non sa esattamente cosa sia accaduto recentemente a Stoccolma, riporta fatti de relato con approssimazione ma anche con una certa enfasi. Della serie, non sa di cosa sta parlando ma lo dice bene. L’effetto in ogni caso è stato devastante. Perché a nulla sono valse le smentite da parte del questore. Le ambulanze sono state rubate, sì, ma presumibilmente dalla criminalità locale e non dall’Isis. Niente da fare. A Bari la gente è convinta che durante San Nicola ci sarà un attentato. Il picco massimo del passaparola si è registrato durante le vacanze pasquali. La sera dei Sepolcri, a Bari vecchia, non si è parlato d’altro. Stessa cosa durante la processione del Venerdì Santo e nelle tavolate di Pasqua e pasquetta.

Una levata di scudi contro questo allarme che rischia di rovinare, senza motivo, le giornate del 7, 8 e 9 maggio, arriva da Palazzo di Città. «Non dicessero fesserie, basta con questi falsi allarmi, i baresi devono venire sereni alla festa di San Nicola, non c’è alcun pericolo - tuona Antonio Decaro - Se i baresi non verranno alla festa, faranno il gioco di chi ci vuole spaventare. La tre giorni nicolaiana sarà, come ogni anno, un momento di grande aggregazione e concentrazione di persone. Inoltre, quest’anno, torneranno anche le Frecce Tricolore e, come sempre accade per questi eventi di massa, saranno prese misure di prevenzione da parte delle forze dell’ordine, ma si tratta di misure standard, le stesse che abbiamo adottato per il Capodanno in piazza e che prevede il protocollo ormai adottato in tutte le città italiane, non c’è alcuna misura straordinaria». Il sindaco teme che i baresi si lascino suggestionare e, per rendere più chiara la situazione, parla del G7 delle Finanze che si terrà a Bari dall’11 al 13 maggio. «In quei giorni, è inutile negarlo, saranno prese viceversa delle misure di sicurezza straordinarie sia sul fronte dell’antiterrorismo ma, soprattutto, di contrasto ad eventuali scontri con i black bloc. Ma cosa c’entra la festa di San Nicola? Se dovessimo evitare tutti i luoghi in cui c’è gente, non dovremmo più andare neanche allo stadio, non dovremmo più vivere».

A dare manforte al sindaco, è anche Silvio Maselli, l’assessore alle Culture su cui ricade, per delega, la festa di San Nicola. «Quello che dice il sindaco è giusto, c’è un gruppo di lavoro che da mesi sta lavorando sulla sicurezza e la gestione dell’ordine pubblico per quanto concerne i grandi eventi che si terranno a Bari nelle prossime settimane e fino all’estate - dice Maselli - E mi riferisco non solo alla festa di San Nicola, ma anche al G7, al raduno mondiale della Motoguzzi, al Bif&st che inizia sabato, al Medimex che si terrà a giugno. C’è in corso un grande lavoro di sinergia tra Prefettura, Questura e Comune, la tutela della gente è in ottime mani e la sicurezza dei cittadini sarà garantita come sempre e meglio di sempre. Ormai viviamo in società aperte che qualcuno vorrebbe fossero fondate sulla paura, ma questo è completamente antidemocratico, ci farebbe ripiombare all’età degli assolutismi e del medioevo, mentre noi siamo una società aperta che consente a qualsiasi cittadino di non sentirsi straniero. E, non dimentichiamoci, che siamo la città dell’accoglienza. Qui c’è bisogno di conquistare lo spazio pubblico con la partecipazione e di non averne paura. Bisogna viversi la festa tenendo gli occhi aperti, come sempre abbiamo fatto e come ovunque accade nel mondo. I baresi hanno finalmente scoperto di essere nel mondo e non nella periferia dell’impero. Quando la città diventa il centro in cui accade qualcosa di importante è naturale che si diffonda la paura, ma vuol dire che siamo al centro di qualcosa».

Se i giornali, in questo variopinto mondo della comunicazione, hanno ancora il compito di divulgare notizie verificate, questa può essere una eccellente occasione per dimostrarlo. Perché da questa psicosi virale diffusa via smartphone e diventata reale, c’è una grande lezione da imparare. Informarsi sempre e bene, diffidando dei contenuti anonimi di un bip. Perché le nostre vite non possiamo consegnarle a file del terrore. Perché questo sì che è terrorismo.

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