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Giovedì 23 Novembre 2017 | 23:23

il fenomeno

«Pubblicità, sono abusivi
oltre duemila cartelloni»

Il dato emerge da un'inchiesta della Finanza ormai alle battute conclusive

«Pubblicità, sono abusivi oltre duemila cartelloni»

Giovanni Longo

Poco più di duemila cartelloni pubblicitari disseminati per la città, specie i più grandi e visibili «sei per tre», sarebbero abusivi. E poco importa se al Comune vengono pagate ugualmente le imposte per l’occupazione del suolo pubblico e per la pubblicità. L’adempimento formale degli obblighi fiscali non può certo sanare una situazione di assenza di autorizzazioni che si trascina da anni.

È quanto emerge da una inchiesta condotta dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria del comando provinciale, coordinati dal pm Gaetano De Bari. L’indagine è alle battute conclusive. Prima di chiudere il cerchio, però, di recente la Finanza è ritornata a Palazzo di Città per acquisire ulteriori informazioni. I militari hanno incontrato il direttore generale Davide Pellegrino, il quale ha spiegato quali iniziative il Comune, persona offesa nel procedimento, ha adottato per fronteggiare un fenomeno che appare piuttosto esteso. A quanto pare Palazzo di Città già da tempo ha dato mandato agli uffici preposti e alla Polizia municipale per avviare tutte le procedure necessarie a monitorare il fenomeno e al fine di rimuovere i cartelloni non autorizzati.

Un problema, sia chiaro, che non riguarda solo Bari, ma tutte le grandi città, e che il capoluogo pugliese ha affrontato da tempo, a partire, solo per dirne una, con un protocollo tra amministrazione e aziende per la dismissione dei cartelli pubblicitari non autorizzati disseminati sul territorio comunale, datato 2008.

L’indagine penale era partita in sordina a seguito di un esposto di alcune società che gestiscono i cartelli «regolari» e che avevano denunciato la concorrenza sleale di chi è in grado di offrire prezzi più competitivi proprio in ragione dell’utilizzo di cartelloni abusivi, rispetto a chi opera su regolare autorizzazione del Comune. Le imprese di affissione «corrette» in effetti lamentavano la concorrenza degli abusivi, in grado di applicare tariffe molto più basse proprio perché non pagano le imposte comunali. Una giungla sommersa alla quale la stessa amministrazione comunale, ha dichiarato guerra. Al di là del rilievo penale, le verifiche della Finanza avrebbero raggiunto un punto fermo non di poco conto: ben 2.000 cartelloni pubblicitari sarebbero abusivi, praticamente circa uno su due.

Tra evasori, abusivi, controlli tardivi o mancati, regole costantemente violate e casse comunali in credito per milioni di euro, i furbetti del cartellino, pardon, del cartellone, sono riusciti a proliferare a spese delle aziende oneste. Tempo fa fece molto discutere la situazione degli avvisi pubblicitari installati nelle aree di pertinenza ferroviaria, in particolare lungo il sottovia Quintino Sella, che non erano stati autorizzati dal Comune. Anche la Procura vuole vederci chiaro su un fenomeno a quanto pare piuttosto diffuso che crea un danno non di poco conto alle casse comunali e che altera le regole della concorrenza.

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