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Martedì 21 Novembre 2017 | 11:20

imprenditore altamurano

Scompare testimone di giustizia
tutti assolti suoi presunti aguzzini

Francesco Di Palo

Francesco Di Palo

BARI - L’imprenditore di Altamura (Bari) Francesco Di Palo, di cui i familiari hanno denunciato la scomparsa il primo aprile scorso, era parte civile in uno dei processi sui presunti rapporti tra mafia e politica nella città murgiana che si è concluso ieri in appello con l’assoluzione di quasi tutti gli imputati, che erano stati condannati in primo grado. Le dichiarazioni di Di Palo, testimone di giustizia da molti anni, hanno contribuito all’apertura di diverse indagini sul presunto malaffare ad Altamura.
Nel processo in cui era parte civile, Di Palo aveva denunciato una presunta estorsione per essere stato costretto ad assumere parenti e amici di un boss locale e a corrispondere per anni somme di denaro. Accuse che sono cadute in secondo grado con l’assoluzione di tutti gli imputati che rispondevano della presunta estorsione. La scomparsa di Di Palo, però, risale alla scorsa settimana, prima quindi della sentenza.

In passato Di Palo aveva più volte protestato, minacciando in una occasione - nel gennaio 2015 - di darsi fuoco dinanzi alla prefettura di Monza, perché «dopo aver denunciato il clan - diceva - hanno distrutto il futuro dei miei figli». Diceva di sentirsi «abbandonato dalle istituzioni» e in altre due occasioni, nel 2008 e poi nel Natale del 2010, era scomparso per alcuni giorni. Di Palo era il titolare della 'Venere srl' di Matera, società che produceva vasche idromassaggio, dichiarata fallita un anno prima che l’imprenditore decidesse di denunciare alla magistratura barese i soprusi subiti dalla mala altamurana e il presunto intreccio (non provato) tra mafia, politica e Forze dell’Ordine ad Altamura.

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