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Venerdì 24 Novembre 2017 | 04:47

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Rifiuti, gli universitari ambasciatori
della nuova raccolta porta a porta

Rifiuti, gli universitari ambasciatori della nuova raccolta porta a porta

di Antonella Fanizzi

A bussare alle porte dei 50mila abitanti di Palese, Santo Spirito, Fesca, San Girolamo e San Cataldo, i quartieri scelti per l’avvio del nuovo sistema di raccolta dei rifiuti a domicilio, saranno gli universitari. In cambio di una borsa di studio del valore massimo di 400 euro, di sei crediti formativi, di un attestato di partecipazione e di una tessera dell’Amtab gratuita per gli spostamenti sugli autobus, 65 studenti per tre mesi avranno un compito importante: spiegare perché il Comune sta per togliere i cassonetti dalle strade e dare informazioni su come funziona il porta a porta.

«Gli universitari - spiega l’assessore all’Ambiente Pietro Petruzzelli - stanno per diventare i protagonisti di un cambiamento epocale delle abitudini dei baresi. In questa fase di avvio saranno 65 i ragazzi impegnati nella campagna di informazione, un numero adeguato alla grandezza del territorio coinvolto. È comunque nostra intenzione quella di formare, attraverso questo bando, una graduatoria da cui attingere anche in futuro. Questi «ecofacilitatori» accompagneranno gli operatori dell’Amiu per entrare nelle case dei cittadini per raccontare loro come stanno per cambiare le modalità di raccolta dei rifiuti. Saranno presenti anche durante i momenti di sensibilizzazione che verranno organizzati nelle piazze».

L’iniziativa rientra in un accordo sottoscritto fra il Comune e l’Università. «Una Università - aggiunge il rettore Antonio Uricchio - che vuole diventare a tutti gli effetti una “green university” attenta alle tematiche ambientali e che crede nella valenza sociale e culturale del progetto. Questa collaborazione fra istituzioni rappresenta, soprattutto per gli iscritti a Scienze della comunicazione, una opportunità per conoscere in maniera diretta le dinamiche del mondo del lavoro».

I ragazzi saranno individuati attraverso un avviso in pubblicazione da oggi e fino al 20 aprile sul sito del Comune. La selezione avverrà per titoli e secondo la regolarità del percorso di studi, la votazione media e le eventuali esperienze lavorative o formative sul tema dell’ambiente e della comunicazione. Sono previste una prima fase di formazione di una settimana durante la quale gli studenti, sotto la guida del Conai, dovranno acquisire un’adeguata preparazione, e una seconda fase operativa, in cui insieme agli operatori dell’Amiu andranno nelle abitazioni dei cittadini dei quartieri dove sarà sperimentata la rivoluzione dei rifiuti per distribuire il materiale informativo e illustrare le modalità per separare in maniera corretta gli scarti in base alla tipologia, oltre che come utilizzare le pattumelle. I cittadini riceveranno fra qualche settimana due bidoncini marroni per gli avanzi della cucina, di cui uno areato nel quale inserire i sacchetti compostabili in carta da 10 litri ciascuno sempre per la raccolta dell’umido, un bidone blu per la carta, uno nero per la parte indifferenziata e cioè per i residui secchi, uno verde per il vetro, una confezione da 52 buste gialle trasparenti da 100 litri ciascuna per la plastica. La carta e la plastica si potranno conferire una volta alla settimana, il vetro una volta ogni due settimane, l’organico tre volte, l’indifferenziato due volte, quattro volte i pannolini e i pannoloni.

Gli universitari dovranno infine compilare un report delle attività, distribuire ai cittadini e aiutarli a compilare un questionario finalizzato a valutare la loro percezione e le loro abitudini in materia di raccolta differenziata, e redarre un elaborato sui risultati raggiunti.

Gianfranco Grandaliano, presidente dell’Amiu, tira le somme: «Con la raccolta a domicilio vogliamo incrementare le percentuali di differenziata e passare dall’attuale 40 al 65%, ma soprattutto migliorare la qualità dei rifiuti da avviare al riciclo».

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