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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 03:01

a bari

Una seconda vita
per ex centrale Enel

ex centrale enel

di FRANCESCO PETRUZZELLI

BARI - Fu l’unica centrale elettrica in esercizio durante il memorabile black-out nazionale del 28 settembre 2003. Nel solco di una lunga attività iniziata negli anni ‘50 e conclusasi nel 2013 con l’ultimo chilowattora. Adesso potrà diventare un nuovo luogo urbano per ricucire un pezzo della città. Disteso su ben 7 ettari, riutilizzabili. Anche per un eventuale parco urbano con servizi. Si prepara a una nuova vita la centrale Enel di via Bruno Buozzi con un concorso di idee che promette di generare, questa volta, nuove energie umane.

Da lunedì prossimo sul sul sito www.futur-e.enel.it sarà pubblicato l’avviso che indicherà le condizioni per presentare le manifestazioni di interesse sull’area. Con la successiva valutazione delle proposte affidata ad una commissione tecnica formata dai rappresentanti di Comune e Regione Puglia, Politecnico di Bari, Politecnico di Milano ed Enel, che verificherà l’idoneità delle soluzioni presentate, con particolare attenzione alle esigenze della comunità locale (già ascoltate) e ai requisiti di qualità, innovazione e sostenibilità sociale, ambientale e finanziaria. Insomma, quel pezzo nel cuore del quartiere Stanic potrebbe essere il tassello che si incastra tra il San Paolo e il Libertà.

«La strada del concorso di progetti permette di coniugare il futuro dei siti delle nostre centrali in dismissione con le esigenze dei territori che li ospitano – spiega il responsabile Generazione Termoelettrica Italia di Enel, Giuseppe Molina –. Il percorso consente di individuare proposte concrete e di selezionarle, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche dando voce alle comunità locali attraverso il coinvolgimento delle istituzioni». L’impianto fu costruito per la produzione di energia elettrica da combustibili tradizionali e dopo i primi anni di alimentazione a carbone, sono stati poi utilizzati esclusivamente combustibile liquido e gas naturale. Ora ad alimentarla dovranno essere le idee.
«La rigenerazione urbana deve essere anche rivolta non solo alle periferie ma anche ai centri medi e piccoli affinché non si creino nuove periferie. È l’unico modo per arginare il fenomeno delle periferie degradate», commenta l’assessore regionale all’Urbanistica Anna Maria Curcuruto.

«La riqualificazione del sito della centrale Enel è un’operazione molto rilevante per l’assetto urbanistico della Bari che verrà in virtù della sua localizzazione in un’area, il quartiere Stanic, che rappresenta una cerniera strategica per la ricucitura del settore nord ovest della città, in quanto connette i margini del quartiere Libertà al San Paolo. Si tratta della sfida urbanistica più impegnativa per la Bari del futuro. Una ricucitura da operarsi in un territorio connotato da nuclei di edilizia residenziale pubblica non connessi tra loro e mal connessi al resto della città, aree industriali dismesse, ma che presenta al contempo importanti segni del paesaggio (la lama Lamasinata) e della storia insediativa che possono diventare elementi generatori di progetti sostenibili», spiega l’assessore comunale all’Urbanistica Carla Tedesco.
La fase del riuso della centrale ha visto infatti il coinvolgimento dei cittadini per recepire le loro istanze e per capire quale possa essere la riconversione più adatta alle esigenze della comunità. «Non a caso – aggiunge l’assessore Tedesco - nelle interlocuzioni con Enel abbiamo fornito alcune indicazioni che sono proprio volte a fare di questa operazione un’importante occasione per il riuso e la riconversione in chiave innovativa e sostenibile di un’area dismessa, rispondendo allo stesso tempo alle esigenze degli abitanti del quartiere».

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