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Giovedì 23 Novembre 2017 | 06:35

bari

San Pio, dall'abbandono
alla possibilità di lavoro

I giovani del quartiere all'opera nella palestra e nel campo della scuola «Moro»

San Pio, dall'abbandono alla possibilità di lavoro

di Daniela D’ambrosio

Un tempo qui c’era una scuola media, la Aldo Moro. Siamo a San Pio, quel posto ai confini fra Santo Spirito e Bitonto a cui non è servito cambiare il nome perché per i più resta Enziteto, un quartiere sempre troppo dimenticato eppure costruito come esempio di periferia d’avanguardia, almeno dal punto di vista architettonico. Progettato e consegnato con tutti i servizi: scuola, asilo, chiesa, mercato. Alcuni di questi non hanno mai visto la luce.

La scuola sì. In questa palestra sono passati tanti ragazzi impegnati nelle loro ore di «educazione fisica» quando si chiamava ancora così, un bel po’ di anni fa, prima delle riforme. Poi la chiusura, l’abbandono, il degrado. Perché non c’erano più i numeri per tenere in piedi una scuola come non c’erano e non si sono i numeri per tenere in piedi le attività economiche, per sostenere un panificio o una salumeria. E quindi tutto chiude.

Per il quartiere la speranza si chiamano nuove costruzioni di Torricella o di San Giacomo, la «ricucitura» delle periferie, l’operazione di rammendo di cui parla il sindaco Decaro, citando Renzo Piano. Per la palestra la speranza ha il nome del progetto a cui Comune, Ance, Confindustria e Formedil stanno cercando di mettere mano, insieme a una dozzina di ragazzi del quartiere, oggi all’opera nella riqualificazione della palestra stessa e del campo di calcio, accanto all’Accademia del cinema dei ragazzi, che dal 2005 occupa gli spazi del XII circolo didattico come presidio culturale permanente su un territorio che fatica ad affrancarsi dalla zona grigia.

L’intervento di riqualificazione della palestra e del campo di calcio e il progetto di formazione e rilancio nascono poco più di un anno fa, in seguito alla doppia sparatoria delle domeniche di febbraio che ricordiamo qui accanto. Il sindaco, Antonio Decaro, viene a San Pio e fra i tanti giri nel quartiere trova il locale della palestra occupato abusivamente dai ragazzi, che comunque, a modo loro, avevano messo mano a un minimo di interventi per trasformarlo in un luogo più o meno accogliente.

«Ho incontrato i ragazzi - racconta Decaro - ma prima ancora di chiedergli di schierarsi dalla parte della legalità mi sono schierato io dalla loro parte. Avevano occupato abusivamente un immobile del Comune ma ho spiegato loro che, entrando qui il sindaco, l’occupazione non sarebbe stata più abusiva».

«Sono tornato qui varie volte, di sera, da solo - continua il racconto del sindaco - con i ragazzi abbiamo organizzato una partita di calcetto, giocato insieme, ho ascoltato i loro problemi. È per loro che insieme ad Ance, Confindustria e Formedil abbiamo dato vita a questo corso di formazione che permetterà a una dozzina di ragazzi del quartiere di diventare operai specializzati. Abbiamo messo l’immobile a disposizione e quindi il posto che avevano occupato abusivamente diventa la loro scuola di formazione, un trampolino per il futuro».

La palestra restaurata diventerà un’associazione aperta a tutti i residenti. «Nei prossimi giorni - dice ancora il sindaco - inizieremo i lavori del campo di calcetto. Ci lavorerò materialmente anch’io. L’ho promesso ai ragazzi della squadra con cui ho giocato. Li ho fatti perdere, mi tocca pagare pegno».

I lavori finiranno a luglio e con loro la bella avventura dei dodici ragazzi all’opera: «Ho chiesto ad Ance e Confindustria di darci una mano a trovare loro un lavoro - conclude Decaro - perché riteniamo che l’arma più importante nelle mani di un ragazzo sia il lavoro, unica possibilità di scegliere il futuro, di guardarlo con serenità, di decidere di stare dalla parte della legalità».

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