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Lunedì 20 Novembre 2017 | 12:47

Bari

Spesa, eventi e degustazioni
i mercati aperti fino a sera

Il Comune presenta i progetti di riqualificazione. Costo: 3 milioni

Spesa, eventi e degustazioni  i mercati aperti fino a sera

di Antonella Fanizzi

BARI - Servizi igienici rimessi a nuovo con spazi attrezzati per cambiare e allattare i neonati. Presidi sanitari ad uso infermeria e di primo soccorso dotati di defibrillatori e di postazioni di telemedicina. Impianti fotovoltaici e pannelli solari termici. Installazione di cisterne per la raccolta delle acque piovane da riutilizzare per le cassette di scarico dei water e per la cura dei giardini già presenti o da realizzare. E poi luci a led, per favorire il risparmio energetico, al posto di quelle al neon o alogene. Riorganizzazione delle zone di raccolta dei rifiuti differenziati. Collegamenti wi-fi per navigare in internet gratis. Telecamere di videosorveglianza collegate con la centrale della polizia municipale.

Occorrono 3 milioni di euro per dare un nuovo volto e una nuova vita ai mercati coperti che si trovano nei vari quartieri. Il Comune ha pronto il piano e i progetti da candidare ai fondi messi a disposizione dalla Regione. «La scommessa - spiega l’assessore allo Sviluppo economico Carla Palone – è far vivere queste piazze da mattina a sera. Lo studio che abbiamo commissionato ha messo in risalto punti di forza e di debolezza di ogni struttura. Le riqualificazioni saranno condivise con gli stessi operatori, con cui dialoghiamo da tempo, e con le associazioni di categoria». Lì dove non sarà necessario procedere con interventi radicali, le migliorie saranno fatte con risorse interne.

La riqualificazione - Che i mercati non godano di buona salute è sotto gli occhi di tutti. I clienti sono sempre meno, tanto da scoraggiare nuovi investimenti. Nei mesi scorsi il Comune ha messo a bando 273 box vuoti, ma le domande sono state appena 38, di cui 8 respinte per assenza dei requisiti. Eppure la giunta Decaro è convinta che una inversione di tendenza sia possibile. «Il piano di riqualificazione degli immobili - dice l'assessore - ha l'obiettivo di incentivare un uso poliedrico di queste piazze, che devono tornare a essere una risorsa per i cittadini, luoghi di aggregazione, ma soprattutto una fonte di reddito per le piccole imprese a conduzione familiare. L'ambizione è farne dei centri commerciali distribuiti sul territorio urbano».

Il mercato di via Vaccarella, a Carbonara, è una sperimentazione. È stato il primo a spalancare le porte alle associazioni. Su un totale di 57 box, 16 dei 19 liberi sono stati occupati attraverso un cambio di destinazione d'uso e affidati alle imprese di giovani creativi che ne hanno fatto laboratori di arte e artigianato. Ciò nonostante i problemi restano. Qui sarà applicata una vernice speciale per evitare che in estate la struttura diventi un forno, permettendo comunque il passaggio della luce. Saranno inoltre ridefiniti i contratti per capire a chi spetta pulire le vetrate. Costo stimato: 350mila euro.

Gli interventi Priorità sarà data al mercato di Sant'Antonio, dove i problemi sono di natura igienico-sanitaria e i box sono considerati troppo piccoli. Da cinque anni gli ambulanti mettono su carta le richieste rivolte al Comune. Ma la svolta è vicina. Anticipa Carla Palone: «Saranno buttati giù i locali che si trovano alla destra del parcheggio. A presentare il progetto al Comune sono stati gli stessi venditori che stanno per costituirsi in un consorzio per candidare la ristrutturazione ai fondi regionali e per gestire in autonomia la struttura. La proposta è quella di accorpare gli attuali 80 box in modo da realizzarne 30 e di fare un giardino all’esterno. Il parcheggio, che ora è occupato dai residenti di Madonnella a discapito dei clienti, dovrà essere automatizzato. La ristrutturazione si aggira sugli 800mila euro.

I lavori urgenti  - Urgenti pure i lavori per la piazza di via Caldarola a Japigia. Con 776mila euro saranno sostituti i 1.200 metriquadri di guaina con una pavimentazione antiscivolo e costruite le rampe per i disabili. Ci sarà una più efficace razionalizzazione degli spazi: attualmente i banchi di vendita si trovano al piano strada, mentre quello interrato ospita le celle frigorifere. L'intero edificio dovrà essere messo a norma per accogliere nuovi servizi di carattere sociale, artistico e culturale.

Si trova in condizioni precarie il mercato di San Girolamo: i 329mila euro stimati serviranno per demolire alcuni blocchi, per sistemare diversamente le murature, per rifare i solai, attrezzare un'area verde e tentare di riempire con frutta, verdura, carne, pesce i 26 dei 42 locali al momento vuoti.

La struttura di via Lazio, al San Paolo, risale agli anni Settanta: anche in questo caso i 134mila euro saranno utilizzati per renderla conforme alla normativa in vigore. A Santa Scolastica, al quartiere Carrassi, con 83mila euro sarà risanata la fogna.

Il mercato di corso Mazzini, gestito da un consorzio di operatori, rappresenta un esempio virtuoso. Dei 92 box, 20 sono quelli liberi ma richiesti dagli stessi commercianti. Lo stanziamento di 164mila euro servirà per dotare la struttura degli impianti e dei servizi pensati per rendere più efficienti tutti i mercati di Bari. Per la piazza di Santo Spirito saranno impegnati 53mila euro.

Il villaggio del gusto - Un capitolo a parte merita il mercato dell'ex Manifattura, in sofferenza ormai da troppo tempo. Su 268 box, quelli chiusi sono ben 142. Qui il progetto di rinascita è complesso, ma già in atto: un’ala dell’edificio del quartiere Libertà sarà trasformata in un polo di ricerca, con spazi per i laboratori, per la sede del Cnr, per un giardino, per un’arena teatro. Il «villaggio del gusto» sarà accessibile giorno e notte. Sulla carta sono disegnati un'area caffetteria, un braccio dedicato allo «street food market» con le botteghe attrezzate con sedie e tavolini per la degustazione dei prodotti e del sushi, pesce e frutti di mare crudi, vanto della gastronomia ma in salsa barese.

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