Mercoledì 20 Giugno 2018 | 18:36

Nel 1974, nessun riconoscimento

Bari, la storia dell'eroe Ruffo
ucciso da rapinatori mafiosi

Ferroviere, intervenne durante una rapina in tabaccheria: quel colpo era il battesimo per alcuni affiliati. Ma all'epoca il reato di mafia non esisteva

Bari, la storia dell'eroe Ruffoucciso da rapinatori mafiosi

ISABELLA MASELLI

Un piccolo eroe dimenticato. Un uomo comune fuori dal comune. Un figlio, un marito, un padre, un lavoratore come tanti, che ha scelto di sacrificare la sua vita per salvare quella di un’altra persona. Nicola Ruffo, 44 anni, barese, macchinista delle Ferrovie dello Stato, moriva così il 6 febbraio 1974. Colpito al cuore da un proiettile durante una rapina in una tabaccheria in via Luigi Ricchioni, nel quartiere Picone.
Quarantatrè anni dopo sua figlia, Pasqualina Ruffo, che oggi ha 55 anni ma che all’epoca era solo una bambina di 11 anni, chiede di non dimenticare.

«Lui ha avuto il coraggio di morire - dice - ma noi abbiamo dovuto trovare il coraggio di vivere e di fare memoria perché quello che è accaduto a mio padre non accada ancora».
Eppure la storia, non solo barese, ci ha tristemente abituati a parlare di vittime innocenti di mafia. Pasqualina racconta del padre ma nelle sue parole c’è la condivisione di un dolore che accomuna la sua nuova grande famiglia, quella di Gaetano Marchitelli, ucciso a 15 anni davanti ad una pizzeria, quella di Giuseppe Mizzi, ammazzato per errore sotto casa a Carbonara, e di tutti gli altri che l’associazione Libera ha raccolto negli anni attorno ad una sofferenza che si fa memoria.
A differenza degli altri, però, Nicola Ruffo non è mai stato formalmente riconosciuto vittima innocente di mafia perché il reato di associazione mafiosa è stato introdotto soltanto del 1982, anche se nei confronti del commando dei cinque rapinatori tutti i gradi di giudizio hanno confermato condanne senza sconti.

«L’uccisione di mio padre - spiega Pasqualina - fu il primo fatto di sangue di questo tipo a Bari, il battesimo della Sacra Corona Unita». Tre anni dopo la sua morte, Nicola Ruffo ottenne la medaglia d’oro al valor civile e nel 2006 il Comune di Bari con l’allora sindaco Michele Emiliano gli ha dedicato una via. «È vicina alla strada dedicata alle vittime di Nassiriya - dice Pasqualina - così mio padre può abbracciare anche tutti quei poveri ragazzi».

Il racconto di Pasqualina Ruffo, nella sua casa di Modugno, acquistata grazie ad una colletta voluta dai cittadini baresi dell’epoca, è fatta di risate, lacrime, pagine di poesia, fotografie del padre e i libri che lui tanto amava, dall’arte alla matematica, dalla filosofia alla letteratura.

Rimasto orfano a 14 anni, Nicola Ruffo aveva vissuto l’adolescenza la lavondo presso un orafo nella sua città natale, Palagiano, per aiutare la madre a portare avanti i suoi tre fratelli più piccoli. Dopo il diploma, nel 1951, era andato alla scuola per macchinisti ed era poi stato assunto, in servizio prima a Novara e poi a Bari.

Nel 1974 lui aveva 44 anni, sua moglie Maria 35 e le loro due figlie, Pasqualina e Paola, rispettivamente 11 e 9 anni. «Papà ci aiutava con i compiti, scriveva poesie per noi, ci insegnava ad andare in bicicletta. Ci ha insegnato ad amare e dopo la sua morte mia madre ci ha insegnato a non odiare. Siamo state assetate di giustizia ma mai di odio». All’inizio di quell’anno la famiglia Ruffo stava per adottare una bambina vietnamita ma il sogno di Nicola tramontò la sera del 6 febbraio. Stava tornando dal lavoro, aveva indossato il suo cappotto più bello. A pochi isolati da casa, intorno alle 19, si accorse che un gruppo di rapinatori aveva fatto irruzione in una tabaccheria. Non ci pensò due volte. Attraversò la strada e si scagliò contro uno dei cinque per proteggere la tabaccaia contro la quale stavano puntando la pistola per impossessarsi dell’incasso della giornata. Fu colpito a morte da una pallottola in pieno petto.

«La gente - dice Pasqualina - mi ripete sempre che mio padre non doveva stare là, che si è trovato al posto sbagliato nel momento sbagliato. È come ammazzarlo di nuovo: mio padre era al posto giusto nel momento giusto. Ha fatto bene a fare quello che ha fatto. Erano loro che non dovevano stare lì, non lui. La sua morte non è stata altro che l’ultimo atto di amore verso una sconosciuta».

Quella che Pasqualina racconta «è una storia fatta di uomini di coraggio». Ricorda il maresciallo Francesco De Rosalia, sparato alla testa proprio durante le indagini sull’omicidio di Nicola Ruffo, e l’avvocato Andrea Ranieri, «sempre al nostro fianco nei luoghi e dolorosi anni del processo».

Pasqualina, sua sorella Paola e la madre Maria furono ribattezzate dalla stampa del tempo «le tre donne del ferroviere». E poi ricorda l’enorme solidarietà dimostrata dai baresi di quegli anni. «Lasciavano dietro la porta di casa pacchi con latte, cibo e pasta, senza biglietti o firme, condividendo il nostro dolore in silenzio».
E dietro quella porta, sul campanello di casa, c’è ancora oggi la targhetta con il nome “Nicola Ruffo”. «Papà - dice Pasqualina - mi ha dato la forza di poter aiutare gli altri familiari delle vittime di mafia. Così, finita una vita, per me ne è cominciata un’altra».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

ALTRI ARTICOLI DALLA SEZIONE

Om Carrelli, venerdì corteo dei lavoratori

Om Carrelli, venerdì corteo dei lavoratori

 
Dal 16 luglio le immatricolazioni all'Università di Bari

Dal 16 luglio le immatricolazioni all'Università di Bari

 
Con 200 poeti torna in Puglia «Notte bianca»

Con 200 poeti torna in Puglia «Notte bianca»

 
la sede della Banca d'Italia a Bari

Bankitalia: crescita modesta in Puglia, pochi i laureati

 
Incidente sulla tangenziale sud di Bari: due feriti

Incidente sulla tangenziale sud di Bari: due feriti

 
ingresso liceo Salvemini a Bari

Bari, tra insufficienze e bocciature al Liceo Salvemini i professori aggrediti
Oggi la maturità: ecco le tracce

 
Seu, a Bari c’è un quarto caso: ricoverata una bimba di due anni

Seu, a Bari c’è un quarto caso: ricoverata una bimba di due anni

 
Decaro a Santa Scolastica: «Entro la fine dell'estate riapriamo il museo»

Decaro a Santa Scolastica: «Entro la fine dell'estate riapriamo il museo»

 

MEDIAGALLERY

Incidente sulla tangenziale sud di Bari: due feriti

Incidente sulla tangenziale sud di Bari: due feriti

 
Mondiali robotica, dal Canada l'esibizione dei maghetti della Tommaso Fiore

Mondiali robotica, dal Canada l'esibizione dei maghetti della Tommaso Fiore

 
Mancini a Matera: «Il Brasile vincerà il Mondiale»

Mancini a Matera: «Nel 2019 l'Italia qui per giocare una partita»

 
Decaro a Santa Scolastica: «Entro la fine dell'estate riapriamo il museo»

Decaro a Santa Scolastica: «Entro la fine dell'estate riapriamo il museo»

 
Una «bottega solidale» frutto d'impegno di 20 ragazzi disabili

Una «bottega solidale» frutto d'impegno di 20 ragazzi disabili

 
Le Pink Bari volano in finale per lo scudetto

La Primavera della Pink Bari vola in finale per lo scudetto

 
Il blitz dei Carabinieri a Bari con oltre 100 arresti

Il blitz dei Carabinieri a Bari con oltre 100 arresti

 
Mondiali robotica, il video spot dei 5 piccoli geni baresi per andare in Canada

Mondiali robotica, il video spot dei 5 piccoli geni baresi per andare in Canada

 
Le emozioni di Vasco:Il meglio del sold out al San Nicola di Bari

Le emozioni di Vasco: il meglio del sold out al San Nicola di Bari

 
Corri di notte con la GazzettaIl 29 c'è la Bari Night Run T-Roc

La corsa notturna Vd
della «Gazzetta»
torna la Bari Night Run

 
Corri di notte con la GazzettaIl 29 c'è la Bari Night Run T-Roc

Corri la sera con la «Gazzetta»: il 29 giugno c'è la Bari Night Run Video

 

LAGAZZETTA.TV

Notiziari TV
Ansatg delle ore 18

Ansatg delle ore 18

 
Economia TV
Ecobonus, famiglie italiane hanno investito 3,7 miliardi

Ecobonus, famiglie italiane hanno investito 3,7 miliardi

 
Mondo TV
Ex Cia accusato di maxifurto dati per Wikileaks

Ex Cia accusato di maxifurto dati per Wikileaks

 
Meteo TV
Previsioni meteo della settimana

Previsioni meteo della settimana

 
Spettacolo TV
Cinema, tra umano e divino

Cinema, tra umano e divino

 
Italia TV
La nuova sfida europea sulle tracce dei migranti dispersi

La nuova sfida europea sulle tracce dei migranti dispersi

 
Calcio TV
Mondiali, la Russia vede gli ottavi

Mondiali, la Russia vede gli ottavi