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Venerdì 24 Novembre 2017 | 23:27

una storia a lieto fine

Mercy, nata al gelo
sulle scale di casa

La mamma, una 25enne nigeriana, assistita dal 118

Mercy, nata al gelo  sulle scale di casa

La piccola Mercy

di ANNADELIA TURI

Ha aperto la porta di casa e ha provato a chiedere aiuto ma i dolori erano molto forti e si stavano rompendo le acque. Aveva capito che mancava poco, pochissimo al parto. Infatti, in ospedale non è riuscita ad arrivare e ha dato alla luce la piccola Mercy tra la sua abitazione e l’androne del palazzo.

Tutto è bene quel che finisce bene per una donna nigeriana di 25 anni che ha avuto la forza di far nascere la sua bambina in uno stabile di via Ettore Fieramosca, nel quartiere Libertà. Mercy è nata ieri intorno alle dieci del mattino, coccolata dall’affetto e dall’amore dei vicini di casa e del personale del 118 giunto sul posto con due ambulanze (una delle quali medicata). «Appen varcato il portone – racconta Attilio del 118 – abbiamo visto la donna dolorante ma felice perché praticamente era riuscita quasi da sola a far nascere la bambina. Naturalmente il nostro intervento è servito a mettere lei e la piccola in condizioni di essere trasferite in ospedale. I residenti della palazzina si sono prodigati per assistere mamma e figlia, in particolare un meccanico della zona che ha chiamato i soccorsi. La donna provata ma tanto felice ha raccontato che ha provato a chiedere aiuto ma non è riuscita neppure a scendere le scale per i forti dolori».

Nel giro di pochi minuti la neonata e sua madre sono state trasferite al Policlinicodi Bari. Pelle e occhioni scuri, tanti capelli ricci, labbra carnose, peso tre chili e mezzo: le condizioni fisiche di Mercy sono buone. A confermarlo il direttore della sezione di Neonatologia e terapia intensiva neonatale del Policlinico Nicola Laforgia: «Penso che si debba sottolineare ancora una volta la capacità di intervenire in queste situazioni e il servizio del 118 che ha fatto il miglior lavoro possibile consentendo alla bambina di arrivare qui, di essere controllata ma soprattutto di esprimere tutta la sua vitalità e naturalezza. La piccola sta benissimo nonostante un parto in condizioni non proprio ideali».

Ad occuparsi di Mercy sin dall’arrivo in ospedale è stata la dottoressa Alessandra Foglianese. «Questa bimba è stata portata qui dai colleghi del 118 – spiega la dottoressa - che l’hanno assistita sin dai primi istanti. Nonostante tutte le loro premure e attenzioni la piccola è arrivata qui in una condizione di ipotermia. Però è stata da subito molto reattiva alle nostre cure. Ora sta bene, ha riguadagnato calore e un buon equilibrio clinico e metabolico. Attendiamo che la mamma sia disponibile a riprenderla con sé perché è l’unica cosa di cui in questo momento ha bisogno. La bimba si chiama Mercy che in inglese vuol dire misericordia, compassione, pietà. Credo che questo riassuma lo sforzo che è stato fatto da tutti per restituire alla normalità una situazione che proprio normale, almeno dal nostro punto di vista, non è stata».

Sono buone anche le condizioni della mamma che è ricoverata nel reparto di Ginecologia, assista dal medico Carlo Parisi. Presto potrà abbracciare la sua bimba.

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