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Venerdì 24 Novembre 2017 | 17:52

nuova polemica

Bari, tagliati pini secolari
e la Soprintendenza ferma tutto

albero di pino abbattuto

di FRANCESCO PETRUZZELLI

BARI - Tagliati dal Comune in tutta fretta perché pericolanti, a causa del forte vento di burrasca abbattutosi a fine anno sulla città. Ma la Soprintendenza non gradisce, chiede chiarimenti e stoppa precauzionalmente il cantiere. Restano bloccati i lavori di rifacimento dei giardini Isabella D’Aragona, la nuova e più moderna piazza prevista ai piedi del Castello Svevo. Il caso nasce negli ultimi giorni del 2016 quando un pino, sferzato dal vento e dalla grandinata, cade sul cantiere. Durante il sopralluogo i tecnici comunali del settore Giardini si accorgono che oltre all’arbusto disteso sull’asfalto, ce ne sono altri, circa una decina, che rischiano la stessa sorte per il sollevamento delle radici. Da qui la decisione di intervenire e di far scomparire, sul lato della Questura, quel pezzo di verde comunque vincolato (alcuni pini avevano un’età di 70, altri di 30-40 anni) e per questo confermato nel progetto di rifacimento. Ma nulla da fare. La calamità naturale di Capodanno ha fatto il resto «rendendo inevitabili, per motivi di sicurezza, l’abbattimento di quei pini» spiega l’assessore ai Lavori Pubblici, Giuseppe Galasso. Operai quindi a casa, macchine spente e piazza interamente transennata ma senza alcun lavoro in corso.

«Tra il Comune e la Soprintendenza c’è una corrispondenza cartacea. Stiamo trasmettendo tutta la documentazione fotografica e il verbale dei tecnici e della polizia municipale per dimostrare i motivi di sicurezza che hanno reso inevitabile quell’abbattimento e per chiedere la ripresa dei lavori – assicura l’assessore Galasso -. Altri pini sono rimasti integri, per esempio sul lato di piazza Massari e del lungomare, e abbiamo deciso di implementare il verde con l’inserimento di lecci adulti».

Anche perché i pini rischiano con le radici di sollevare non solo la pavimentazione ma anche di intralciare quel pezzo di pista ciclabile che costeggiando i giardini Isabella D’Aragona si unirà ai percorsi di corso Mazzini e del lungomare Vittorio Veneto. Il cantiere, della durata di 10 mesi e per un importo di 1 milione e 270mila euro, è stato inaugurato nelle prime settimane di novembre e prevede la demolizione della pavimentazione in asfalto dei viali e dei marciapiedi esterni (ad eccezione della porzione in basole adiacente a via San Francesco D’Assisi), la sistemazione del basolato in pietra calcarea di Trani, nuovi impianti di illuminazione e irrigazione e la ristrutturazione della fontana centrale. Già in fase di presentazione del progetto si parlava però della possibilità di sostituire 17 pini ammalorati con altrettanti lecci in modo da preservare lo stesso numero di alberature presenti nel giardino. Il maltempo poi ha dato un’improvvisa accelerata creando l’ennesimo incidente diplomatico tra l’amministrazione comunale e l’organo periferico del Ministero ai Beni Culturali.

I lavori di Isabella D’Aragona rappresentano in ogni caso il primo stralcio del più ambizioso progetto «Parco del Castello», chiesto a gran voce dai comitati e dalle associazioni che si sono battute per un biennio contro la realizzazione della palazzina sul mare (creata per ampliare gli uffici del Provveditorato alle Opere Pubbliche). Proprio con i cittadini dell’omonimo comitato il Comune sta lavorando, d’intesa con la Soprintendenza, alla realizzazione di una discesa nel fossato del castello per aprirlo alla città. Insomma, per renderlo uno spazio per incontri, eventi e rassegne.

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