Cerca

Giovedì 23 Novembre 2017 | 12:27

a monopoli

Piante di acanto
in mezzo ai palazzi

pianta di acanto

MONOPOLI - Quando un terreno incolto nasconde un tesoro botanico e può diventare un’area protetta. In pieno centro cittadino ci sono le foglie di acanto. Una pianta cara ai greci, che ritroviamo riprodotta nei capitelli delle colonne delle chiese e che nell’antica Grecia era usata per adornare le vesti dei nobili.
Foglie di acanto, come piccoli cespugli di cardi selvatici, sono spuntate in via Guglielmo Marconi di fronte a un garage al civico 48, in un campo che presto ospiterà un parcheggio multipiano.

Sono piante spontanee, difficili da fare crescere in vaso. Di origine mediterranea, l’acanto, dal greco «ackè» che significa spina, ha un fiore curioso che si erge per quasi un metro di altezza ma spunta solo verso maggio. È una pianta spontanea che cresce in Grecia, Sicilia e anche nel Tarantino. Questo anche a significare il forte legame con la civiltà magno-greca. Si trova in rare zone della Murgia e ora anche a Monopoli. «Acanto», secondo la leggenda, era una ninfa che rifiutò Apollo e da questo fu mutata nel fiore omonimo quando cercò di rapirla. Per questo è la pianta «amata dal sole», simbolo di verginità ma anche di Resurrezione nel cristianesimo dei primi tempi. [eustachio cazzorla]

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione