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Giovedì 23 Novembre 2017 | 06:37

Il caso

Bari, il Comune è in ritardo
multe per l'ex Mercato ittico

I lavori di recupero aggiudicati a marzo. Ma gli uffici municipali non traslocano

Bari, il Comune è in ritardomulte per l'ex Mercato ittico

FRANCESCO PETRUZZELLI

Il 2016 è ormai agli sgoccioli. Con il rischio che agli inizi del nuovo anno il Comune si ritrovi a dover pagare dei risarcimenti e delle penali. Intorno al 10-15 per cento rispetto ai 3,9 milioni di euro, messi a gara e aggiudicati a marzo scorso, per recuperare uno degli storici immobili del borgo antico, destinato a completare il trittico culturale del costituendo polo delle arti contemporanee.

Nulla si muove all’ombra del Mercato del Pesce di piazza del Ferrarese, l’immobile destinato a completare l’offerta artistica della città assieme al vicino teatro Margherita e alla dirimpettaia sala Murat. In questa storia si accumulano ritardi, burocrazia al rallentatore – il Comune deve liberare il mercato dai suoi uffici Patrimonio ed Edilizia residenziale pubblica – e solleciti che il segretariato regionale del Ministero ai Beni Culturali ha continuato a mandare nelle scorse settimane, stabilendo in sintesi che senza un trasloco effettivo la consegna del cantiere non può ancora avvenire, con tutte le conseguenze economiche anche per la ditta che si è aggiudicata i lavori.

A Palazzo di Città predicano calma, ribadendo che l’immobile sarà al più presto libero da arredi, da faldoni e dai 35 dipendenti che ogni giorno devono contenere la disperazione dei tanti cittadini che si presentano per chiedere un alloggio popolare. Dal segretariato regionale le bocche restano cucite – per tutta la giornata di ieri è stato impossibile riuscire a parlare con il direttore Eugenia Vantaggiato - anche se dagli ambienti filtra la possibilità che i primi interventi possano iniziare già dalla prossima settimana, almeno dal piano terra, lì dove una volta c’erano il mercatino di frutta e verdura e di merci varie (sfrattato in tutta fretta oltre un anno fa). Ma per vedere operai e tecnici salire al primo piano occorrerà aspettare almeno la fine di gennaio, ritardi permettendo.

Il Comune – dopo ben tre ricerche di mercato mandate all’aria, nonostante alcune candidature interessanti – ha deciso di trasferire la ripartizione Patrimonio-Erp nel palazzo del Provveditorato agli studi, in via Re David e di proprietà della Città Metropolitana. I dipendenti troverebbero collocazione al secondo piano, mentre gli archivi in due stanze del terzo. Ma sino ad oggi non è stato ancora siglato alcun accordo sulla concessione d’uso (con un canone simbolico) tra i due enti. Anzi, l’immobile ha dei problemi visto che non dispone di posti auto, di un proprio ascensore e che necessita di interventi di cablaggio su apparecchiature elettriche ed elettroniche. E pare che anche i sindacati non gradiscano tale soluzione logistica.

Nel frattempo al Mercato del Pesce non resta che sperare. Il progetto di recupero dell’immobile è sulla carta ambizioso: ai piani superiori sono previsti mostre di arti contemporanee, laboratori, residenze per artisti, installazioni, spazi per la somministrazione di alimenti e bevande, mentre al piano terra un mercato di ortofrutta, carne e pesce in stile street food. Qualche metro più avanti invece, dopo anni di oblio e di abbandono, inizia a prendere forma la valorizzazione del Margherita. Nel giro di un anno e mezzo il teatro adagiato sul mare sarà in grado di ospitare diversi forme di arte contemporanea (installazioni, mostre, performance, esibizioni, art live show), teatro, danza, musica e spettacoli dal vivo.

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