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Domenica 19 Novembre 2017 | 13:13

per 10 giorni al mese

Bari, al Pediatrico manca
il neurologo di notte
i piccoli spediti al policlinico

Manca il neurologo di notte i piccoli spediti al policlinico

di Donatella Lopez

BARI - L’inidoneità dei neurologi infantili, in servizio all’ospedale pediatrico «Giovanni XXIII», a coprire i turni notturni, è una questione che rischia di finire in tribunale. E il malumore si è diffuso tra i medici che dovranno farsi carico del problema e dei genitori dei piccoli pazienti.

La circolare della discordia è di tre giorni fa e recita: «Stante la verificata impossibilità di garantire la Pronta disponibilità notturna in data odierna dei Dirigenti medici neurologi della Uo di Neurologia pediatrica, si comunica che eventuali casi di pazienti afferenti al pronto soccorso pediatrico, caratterizzati da assoluta urgenza, dopo la necessaria stabilizzazione siano avviati, con ambulanza, alla Uo del Policlinico per la consulenza/consulto del dirigente medico neurologo di guardia, previo contatto telefonico». Una circolare a firma di Maria Giustina D’Amelio, la direttrice sanitaria del Policlinico di Bari. Una circolare inviata, il 23 novembre, al pronto soccorso dell’ospedale pediatrico barese e per conoscenza al direttore del reparto di Neuroscienze del Policlinico, Francesco Federico; quest’ultimo, dal canto suo, recepisce e dispone l’osservazione degli eventuali pazienti pediatrici nella sua clinica per adulti.

Detto in altre parole, la presenza del neurologo di guardia al «Giovanni XXIII» è assicurata solo per 20 notti al mese. L’inconveniente è prodotto dall’assenza d’idoneità di alcuni degli specialisti di neurologia pediatrica a effettuare i turni notturni. Un’idoneità che viene attribuita ai medici da collegi tecnici della Asl, come spiega il direttore generale del Policlinico, Vitangelo Dattoli.

«Durante la notte abbiamo, 10 giorni al mese, carenza di “pronto disponibili abili” (neurologi che possano fare il turno notturno ndr.) – spiega il manager dell’azienda di piazza Giulio Cesare –. Quindi, c’è una difficoltà che stiamo risolvendo con delle assunzioni, già effettuate, in mobilità e con concorso. Nel frattempo, il modello organizzativo prevede che, qualora ci sia un’urgenza di pronto soccorso, dopo la stabilizzazione, ci sia la possibilità di trasferire il paziente per il perfezionamento diagnostico. Ma stiamo cercando di fare i salti mortali perché il rischio non si verifichi».

Secondo quanto riferito dal direttore generale del Policlinico, si sta cercando di recuperare l’indice di idoneità della discordia per consentire ad alcuni dei neurologi del «Giovanni XXIII» di coprire i turni notturni rimasti scoperti.

Quanto all’incidenza di casi urgenti neurologici in età pediatrica, Dattoli cita, per esempio, le crisi epilettiche. Ma a tal proposito è duro l’intervento della responsabile del Centro di epilessia del Policlinico di Bari, Angela La Neve, che spiega come la diagnostica, nelle sindromi epilettiche infantili, «è completamente diversa da quella dell’adulto. Non ci si può prendere una responsabilità del genere – sostiene –. Le sindromi epilettiche in bambini dai due/tre anni in giù sono un mondo completamente diverso: vanno valutate dallo specialista neurologo pediatra e neuropsichiatra infantile. Anzi, invito i colleghi a non assumersi questa responsabilità perché si parla della salute dei pazienti; oltre al fatto che ci sono una serie di patologie, come la meningite, l’emorragia cerebrale o la sclerosi in età infantile, che vanno valutati dallo specialista pediatrico anche per stabilire le dosi dei farmaci da somministrare».

In ultimo, la circolare della Direzione sanitaria del Policlinico introduce un altro elemento di criticità: «Eventuali necessità urgenti, per i pazienti già ricoverati presso l’Uo di Neurologia pediatrica, saranno affrontate secondo la modalità da concordare con il dirigente medico neurologo di guardia presso il Policlinico». Quindi, un trasferimento del piccolo, nel cuore della notte?

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