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Venerdì 25 Maggio 2018 | 20:12

Agguato a Bari

Riesplode la guerra di mala
grave uomo del boss Mercante

Tre colpi di pistola in strada: Luigi Luisi un anno fa sfuggì a un altro agguato in cui fu ammazzato il figlio 27enne

Riesplode la guerra di malagrave uomo del boss Mercante

Quell’omicidio incompiuto. Gli assassini sono tornati per finire il «lavoro» lasciato a metà. Diciotto mesi dopo essersi presi la vita di Antonio Luisi, 27 anni che la sera del 30 aprile dello scorso anno, salvò la vita del padre Luigi, 47 anni, detto Gino, mettendosi sulla linea di tiro del sicari che aveva fatto irruzione nel circolo ricreativo al civico 285 di via Calefati, ieri gli assassini sono tornati a reclamare la vita Luisi padre, un tempo braccio destro di Giuseppe Mercante, detto «Pinuccio il drogato», uno dei grandi vecchi della mala barese. Gli hanno sparato per strada, poco dopo le 20.30, all’incrocio tra via Dante e via Ettore Fieramosca. Tre colpi calibro 7,65 lo hanno raggiunto al torace. Tre colpi come un anno e mezzo fa. Si è accasciato al suolo, esanime, mentre veniva soccorso da un conoscente che lo ha caricato sulla sua automobile, trasportandolo a tutta velocità presso il Pronto soccorso del Policlinico. Le sue condizioni sono molto gravi. Da una prima e parziale ricostruzione dell’accaduto pare che ad aprire il fuoco siano stati due uomini che lo hanno avvicinato in moto. Il crepitio dei colpi, udito negli isolati più vicini, ha riempito improvvisamente l’aria. Tre, quattro, cinque deflagrazioni. Nella sera di Halloween qualcuno ha creduto che fossero petardi. In quel tratto di via Dante, dopo le 20.30 non vi era molta gente. Poco lontano una pizzeria e un panificio ad animare la strada. Sul posto sono giunti i carabinieri del Nucleo investigato, della Compagnia Bari Centro, della Sezione investigazioni scientifiche per i rilievi. È partita la ricerca di possibili testimoni oculari. Quella delle immagini delle telecamere installate nella zona. Sono state raccolte le testimonianze dei parenti e delle persone che lo frequentavano con una certa assiduità nel suo muoversi, giornalmente in quel reticolo di strade che si intrecciano nella parte alta del quartiere. I militari hanno bussato alla porta di alcuni pregiudicati. Luisi che ha precedenti per droga e rapina, vive a San Girolamo ma trascorre tutto il suo tempo al Libertà.
Sul caso si sta muovendo anche la Squadra Mobile titolare della inchiesta sulla morte di suo figlio Antonio Luisi. Tutto induce a pensare che i due fatti di sangue siano collegati e che gli autori della irruzione nel circolo ricreativo di via Dante, di 18 mesi orsono, siano gli stessi o comunque appartengano al medesimo gruppo che ieri sera ha attentato alla vita di Gino Luisi. Sullo sfondo una guerra tra famiglie di mafia. Da una parte gli Strisciuglio che con la morte di Luisi avrebbero piena libertà di movimento nel quartiere e dall’altra ciò che rimane del gruppo Mercante. La stessa pista investigativa imboccata lo scorso anno quando un uomo armato di pistola, il volto nascosto da un casco da motociclista, venti minuti alle 9, in una giovedì sera prefestivo (come quello di ieri) fece irruzione nel circolo ricreativo di via Calefati.
Il sicario sapeva che «Gino» era lì. Perché chi, nel quartiere voleva parlare con Luigi Luisi, un pezzo grosso che sembrava oramai fuori dal «giro che conta», sapeva di poterlo incontrare in quel circolo che «gestiva», nel senso che per tutti era come se fosse suo. Gino, venne colpito al torace e, di striscio alla testa. Accanto a lui c’era Antonio, suo figlio, che si preso un proiettile alla testa .
Nel locale al piano terra, Luigi Luisi stava giocando a carte in compagnia di poche persone. Antonio morì in ospedale dopo 36 ore di agonia. Era incensurato. Mai un problema con la giustizia. Lavorava in una cooperativa di servizi a Carbonara. Da poco il suo contratto era passato da part time a tempo pieno. Quando aveva visto entrare il killer e puntare l’arma contro il padre si era messo istintivamente sulla linea di tiro. Il killer uscì di corsa. Fuori c’era un complice ad aspettarlo. Ieri sera è tornato.

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