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Giovedì 23 Novembre 2017 | 10:31

La sentenza

Test truccati Odontoiatria
«Ecco come agiva la triade»

Bari, depositate le motivazioni della condanna del prof. Grassi: 208 pagine di accuse

Test truccati Odontoiatria«Ecco come agiva la triade»

C’era chi, come il professor Roberto Felice Grassi, rivestiva un «ruolo verticistico» ed era in grado di esercitare un «controllo superiore rispetto alle attività di “bassa manovalanza” svolte dagli altri sodali». E poi c’erano i «gregari ed affiliati» che lavoravano «alacremente per garantire al professor stesso il buon esito delle operazioni». È quanto il Tribunale di Bari scrive in 208 pagine di motivazioni depositate da poco. La sentenza è quella emessa a maggio nei confronti della presunta associazione a delinquere il cui obiettivo era favorire, dietro compenso, alcuni aspiranti dentisti ad entrare nelle facoltà a numero chiuso di Bari, Foggia, Napoli e Verona.
Grassi, 63 anni, docente di odontostomatologia ed ex presidente del corso di laurea di Odontoiatria a Bari era stato condannato a quattro anni e tre mesi per associazione a delinquere e violazione della legge del 1925 sulla falsa attribuzione di lavori altrui. Nei suoi confronti era stata disposta anche l’interdizione per i pubblici uffici per cinque anni. Per le stesse accuse erano stati riconosciuti colpevoli Andrea Ballini, 41, barese, tecnico informatico dell’Università di Bari e Francesco Miglionico, 55, di Altamura, odontotecnico, ex assessore alle Attività produttive del Comune murgiano, condannati rispettivamente a tre anni e tre mesi e due anni e tre mesi. Grassi, Ballini e Amedeo Nardi (la posizione di quest’ultimo è stata definita in un procedimenti parallelo con un patteggiamento) avrebbero formato una «triade». «Le prove raccolte - scrivono i giudici Flora Cistulli (presidente), Luna Calzolaro (estensore) e Marilisa Moretti - consentono di affermare» che il programma non si sarebbe esaurito per la celebrazione delle prove dell’anno 2007/2008, ma era «destinato ad operare anche per gli anni successivi».
Ognuno aveva il suo ruolo. Grassi è ritenuto il «deus ex machina». Dagli sms intercettati «emerge con chiarezza che lo stesso (...) impartisce direttive», rivestendo una posizione di supremazia. Nardi «è deputato al reclutamento dei candidati». Lui e un altro imputato «agganciano i candidati da favorire e li ammaestrano circa le dettagliate regole da seguire per potere superare le prove selettive e inoltre della sofisticata macchina organizzativa posta in essere per dotare ogni candidato di strumenti idonei alla realizzazione del fine illecito». Ballini, «presenziando quale membro del comitato di vigilanza all’interno delle aule destinate all’espletamento dei quiz, è depositario di dati sensibili (...) ed è dotato di autonomi poteri decisionali». Ma lui «ha avuto un ruolo fondamentale anche in ordine all’allestimento dell’apparato tecnologico utilizzato per potere ricevere le fotografie dei quesiti ministeriali e l’invio delle risposte». Addirittura il materiale acquistato veniva fatturato al dipartimento di Odontostomatologia dell’Università «dimostrando una spregiudicata libertà di spesa di denaro pubblico per fini assolutamente estranei all’ente universitario».

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