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Domenica 19 Novembre 2017 | 11:42

La denuncia degli studenti

«Infiltrazioni d'acqua
all'istituto Majorana»

di Antonella Fanizzi

BARI - Tre giorni di sciopero consecutivi perchè, denunciano gli studenti, «la scuola non è sicura». Le lezioni sono riprese da appena un mese, ma negli istituti superiori, dove gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria vengono fatti con il contagocce, i problemi sono all’ordine del giorno.

Questa volta ad alzare la voce sono i ragazzi del Majorana del San Paolo. Ieri si sono riuniti in assemblea all’esterno dei cancelli dell’istituto perché, racconta Francesco Cantalice, «le continue infiltrazioni di acqua nelle aule, nei corridoi e nei bagni vicino i quadri elettrici rendono la nostra scuola poco sicura». E ancora: «Tra termosifoni rotti, estintori non presenti, uscite di sicurezza serrate da lucchetti e gran parte dei bagni inutilizzabili, la situazione è diventata insostenibile».

A sposare la battaglia sulle emergenze che riguardano l’edilizia è l’Unione degli studenti. «Non possiamo tollerare - commenta Davide Lavermicocca, coordinatore dell’Uds - che il problema venga ignorato. La Città Metropolitana soltanto dopo tre giorni ha mandato un tecnico per un sopralluogo. La protesta degli studenti del Majorana è una goccia in un mare di emergenze che riguardano Bari e il resto del territorio provinciale. Pretendiamo risposte immediate dagli organi competenti».

Risposte che però la Città metropolitana, che ha preso il posto dell’ex Provincia insieme all’onere della gestione degli istituti superiori, ha difficoltà a fornire. A rendere ancora più complicata la programmazione degli interventi è l’inchiesta in corso proprio sugli appalti dell’ex Provincia. Qualche funzionario e qualche dirigente di ripartizione figura fra gli indagati. La conseguenza è che le nuove procedure di gara e le ristrutturazioni da progettare per rimettere in sesto le scuole sarebbero bloccate perché non è ancora chiaro chi dovrebbe firmare le carte. Un ostacolo che, unito alla carenza cronica di finanziamenti, produce un solo risultato: lo stop ai cantieri.

Infatti non è soltanto il Majorana a restare nel limbo delle opere incompiute. Proprio alla vigilia della riapertura della scuola dopo la pausa estiva, i tecnici della Città metropolitana, impegnati nel monitoraggio della tenuta statica dei solai degli istituti superiori, hanno riscontrato anomalie sui soffitti di un’ala del primo piano dello Scacchi che si affaccia su via Melo. Le aule sono state dichiarate inagibili e una classe è stata trasferita in biblioteca, un’altra nell’aula magna e un’altra ancora nel Pitagora, istituto confinante che è già la succursale del liceo scientifico. Ma pure l’esterno del Pitagora è avvolto in una impalcatura: gli operai però non si vedono da mesi.

Dà segnali di cedimento il liceo classico Flacco. Ad aprile scorso pezzi di intonaco si staccarono dal soffitto dell’aula magna, che per fortuna era vuota. Il crollo fu causato da infiltrazioni di acqua piovana. Immediatamente furono posizionati i ponteggi e le impalcature a sostegno del solaio, ma i lavori non sono mai cominciati e le porte del salone restano ancora serrate. Sono passati sei mesi e la situazione non è cambiata. L’importo di spesa si aggira sui 130mila euro.

Dovrebbero terminare a breve, invece, i disagi per i ragazzi del Panetti, del Perotti e del Romanazzi. Per realizzare le scale antincendio a servizio dei primi due istituti c’è voluto molto più tempo del previsto. La consegna, in calendario per febbraio scorso, dovrebbe avvenire a novembre. Con la chiusura del cantiere viene reso agibile il terzo piano del Panetti, destinato a occupare le classi del Perotti, trasferite nel vicino istituto Romanazzi che ora rivendica i suoi spazi.

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