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Venerdì 17 Novembre 2017 | 22:09

comune

Consiglio, ancora un flop
il braccio di ferro continua

Prova muscolare della maggioranza, ma la minoranza è spaccata

Consiglio, ancora un flop  il braccio di ferro continua

di Ninni Perchiazzi

Nell’aula Dalfino deserta spicca il mazzo di rose bianche sul banco che fu di Maria Maugeri. L’ha deposto il sindaco Antonio Decaro qualche minuto prima che il doppio appello effettuato dal segretario generale Mario D’Amelio faccia registrare l’assenza della maggioranza di centrosinistra al completo, ma anche di buona parte delle minoranze. La scena è desolante ma a quanto pare si ripeterà anche oggi in seconda convocazione.

Nulla a che vedere con gli argomenti all’ordine del giorno - - l’emergenza allagamenti di sottovia e sottopassi e il contratto di servizio dell’Amiu - presentati da Irma Melini e altri colleghi di opposizione, ma si è di fronte all’onda lunga di liti, incomprensioni e posizioni irremovibili, anche trasversali ai contrapposti schieramenti, salite agli onori della cronaca cittadina negli ultimi tempi.

Non è casuale l’assenza di alcuni dei firmatari degli ordini del giorno tra le minoranze, mentre Francesco Giannuzzi, capogruppo di Decaro sindaco, sintetizza la posizione della maggioranza. «Nessuno può imporci di discutere argomenti importanti per la città passando sulle nostre teste - afferma -. Gli atti di forza o di furbizia non piacciono a nessuno». «Esistono le sedi opportune ove concordare il da farsi. Fino a quando tutto ciò non verrà compreso, come maggioranza faremo valere la forza dei numeri. Mi spiace parlare così ma non è una situazione che abbiamo determinato noi», chiosa.

MELINILa consigliera del Gruppo Misto certo non ha gradito. «L'assenza dei consiglieri di maggioranza e di gran parte dell'opposizione cristallizza lo scollamento reale fra la politica e i bisogni dei baresi», dichiara. «Un consiglio comunale che aveva per oggetto ben 7 ordini del giorno, che trovavano soluzioni concrete per far fronte nell'immediato all'emergenza allagamenti - prosegue - e avrebbe dovuto affrontare l'aggiornamento del contratto di servizio Amiu. È evidente che la pulizia, il decoro e i rifiuti sono un tema sentito dai baresi. Parlare del servizio o disservizio in tema di raccolta dei rifiuti e pulizia della città è un dovere morale di chi è eletto».

Melini, quindi, ne ha anche per i «colleghi di opposizione che hanno urlato allo scandalo all'ultimo Consiglio deserto sul Mef. Ebbene, oggi urlo io allo scandalo su un Consiglio comunale con sole nove presenze». E incalza. «Mi chiedo con quale coraggio si possa continuare a fare propaganda politica nei post sui disservizi e poi non riuscire a venire in Aula per migliorare realmente la propria città». «Mi chiedo con quale coraggio si calendarizzi un consiglio comunale così importante alle 14, e si spendano migliaia di euro di convocazione deserta per poi la mattina dopo essere tutti presenti in Commissione», conclude.

il centrosinistra Non manca la presa di posizione della maggioranza, i cui capigruppo precisano in una nota che «i temi in oggetto del consiglio erano stati ampiamente dibattuti dagli esponenti delle opposizioni e della maggioranza nel corso dei lavori della Commissione consiliare “Qualità dei servizi”, svoltisi la scorsa settimana».

«In quella circostanza - proseguono - i componenti della Commissione hanno ricevuto tutti i chiarimenti necessari direttamente dall'assessore ai Lavori pubblici, Giuseppe Galasso, e dal direttore della ripartizione, Domenico Tondo, i quali hanno anche illustrato i termini e le modalità di attuazione dell'accordo quadro per la riqualificazione della fognatura pluviale, inserito nel Piano triennale delle Opere pubbliche per 1,4 milioni».

«Quindi, la richiesta di alcuni consiglieri di minoranza di svolgere un Consiglio monotematico risulta superata, strumentale e funzionale ad alimentare esclusivamente una bagarre politica, di cui non si sente affatto il bisogno né si intravede alcun vantaggio per la comunità barese», dicono ancora.

E concludono. «L'assise cittadina è la massima espressione della democrazia e della partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica, e come tale esige rispetto e maggior considerazione». Insomma, la guerra continua, mentre è stata fissata al 6 ottobre la seduta per discutere dei rilievi degli 007 de ministero delle Finanze.

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