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Giovedì 23 Novembre 2017 | 10:04

la storia di Nunzia

Mestieri emergenti
«Io, una food blogger»

Mestieri emergenti «Io, una food blogger»

di VITO MIRIZZI

Cucinare, scattare, scrivere, mangiare e condividere. Sono le cinque regole principali di un «food blogger», ovvero una persona appassionata di cucina che racconta attraverso i post sui social le sue creazioni, i suoi gusti, i sapori. Una «diretta» dalla cucina di casa che ora è diventata anche una professione. Una food blogger tra le più attive a Bari è Nunzia Bellomo, quaranta primavere portate con la leggerezza di una ragazzina, a dispetto delle tante ricette che «inventa» ogni giorno e, regolarmente, degusta. Dopo aver provato a lavorare come impiegata e poi nel mondo dei viaggi, la svolta della sua vita professionale, e non solo, è arrivata con la passione, quella vera, per il cibo.

Circa cinque anni fa, Nunzia ha fondato il suo blog «Miele di lavanda» (www.mieledilavanda.it) e da quel momento la sua ascesa a livello nazionale è stata esponenziale. Trascorre le sue giornate in contatto con il mondo sui sei social più popolari e ha anche una «fan page» con oltre trentamila seguaci. E i «likes» e i «followers» sono importanti per strappare un contratto con le aziende che vogliono promuovere i loro prodotti. Ma come nasce la passione per il cibo? «Avendo avuto due nonne pugliesi – racconta compiaciuta Nunzia – la mia infanzia è trascorsa con l’odore del ragù la domenica e la scarpetta al volo. Con mia madre, donna impegnata al lavoro negli anni ‘70, è saltata una generazione. Quando ho perso le nonne all’età di 12 anni ho avvertito l’esigenza di colmare quel vuoto. Una sfida che è cominciata con la voglia di fare il pane con le mie mani».

La svolta è arrivata con un concorso bandito dalla scuola di cucina bresciana «Cast alimenti». Si trattava di realizzare un piatto con un pezzo di formaggio inviato a tutte le concorrenti. Nunzia Bellomo realizzò un soufflè con zucchine alla poverella e vinse. «A quel punto – rivela la giovane food blogger barese – mi chiesi perché non tramutare la mia passione in un lavoro. Tempo sei mesi di pianificazione e passai all’azione». Ma come può un’attività da food blogger produrre degli utili? Venendo a contatto con le aziende che vogliono promuovere il loro prodotti e vedono nella rete e nell’accostamento al cibo un’occasione per ampliare le loro vendite. Solo operatori del settore? Giammai. La cucina è solo il mezzo che giustifica il fine. Non a caso Nunzia, con un suo video di presentazione di trenta secondi, si è aggiudicata la campagna nazionale per il lancio di un nuovo veicolo di una primaria azienda costruttrice di automobili girata a Trani.

Un altro esempio? Realizzare «cooking show». Associando i prodotti industriali con il cibo il marketing diventa irresistibile. «Ho iniziato a collaborare – rivela la quarantenne food blogger barese – con alcune aziende di utensilerie note nel mercato, utilizzando i loro prodotti nei miei cooking show. Ebbene, le vendite sono state incredibili. Di qui sono iniziati i contratti veri e propri ed oggi ho una serie di società che mi cercano per promuovere i loro prodotti in questo modo. Spiace solo constatare che sono ancora pochissime le aziende che credono in questo tipo di marketing dalle nostre parti». Una puntatina anche in Vaticano. «Sono stata ospite – continua Nunzia Bellomo – del programma “Quel che passa il convento” su Tv 2000 per ben due puntate, proponendo la nostra cucina pugliese».

L’altra grande passione di Nunzia è la fotografia. «Per una food blogger – rivela – le immagini sono tutto per presentare al meglio le proprie creazioni». Insomma, cucina, fotografa, gira il video, conduce e scrive autoproducendo l’intero servizio. Il segreto per mantenersi in forma? «Seguire la nostra dieta mediterranea – non ha dubbi la food blogger barese – e fare sport. Ogni mattino stacco dal mondo e vado a correre. In quel momento maturo anche le ispirazioni per i miei piatti di giornata». Piatto preferito? «Non ne ho uno in particolare – rivela – ma amo i contrasti, deve esserci una parte croccante per i contrasti di consistenza. In generale, preferisco i salati ai dolci. Vado pazza per la focaccia».

Nunzia è anche iscritta all’Associazione italiana food blogger (Aifb). Ma quanto può guadagnare una food blogger? «Non c’è un parametro fisso – conclude Nunzia – Più visibilità si ha e maggiori banner pubblicitari vengono proposti. Insomma, si parte da una base di 200 euro al mese per arrivare a cifre più importanti ai massimi livelli, anche oltre i duemila euro». E se non si ha un’idea per una cena o per un evento? La food blogger viene a casa e cucina proponendo un menù per far restare di stucco gli ospiti.

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