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Martedì 21 Novembre 2017 | 16:52

Bari

Capolinea bus extraurbani
si va verso un nuovo accordo

L'ultimo ostacolo da superare riguarda il soggetto che dovrà gestire l'area

Capolinea bus extraurbani  si va verso un nuovo accordo

di Ninni Perchiazzi

Progetto del capolinea degli autobus extraurbani in via Capruzzi, si va verso un nuovo accordo ma i tempi per l’apertura si allungano. Ad ottobre è in programma un nuovo incontro tra Comune e Rfi, proprietaria dell’area individuata ormai sei anni fa per liberare via Capruzzi dagli autobus delle autolinee pubbliche e private che fanno di largo Sorrentino e largo Ciaia il loro «hub».

L’ultimo ostacolo da superare riguarda il modello di gestione del terminal, dopo che l’amministrazione comunale ha rinunciato ad acquisire l’area, contrariamente a quanto previsto inizialmente. Fatto ciò sarà possibile chiudere la conferenza di servizi tra i soggetti pubblici e privati interessati all’opera, frutto della convenzione siglata dal Comune di Bari e da Grandi stazioni (la società di Rfi dedicata al riammodernamento delle stazioni italiane), che avevano avuto i primi contatti nel 2010.

«Una volta chiusa la conferenza di servizi col Cipe, bisognerà individuare il soggetto che gestirà l’area», spiega l’assessore comunale all’Urbanistica, Carla Tedesco.

Due le opzioni in campo: organizzazione lasciata a Grandi stazioni (tramite la società partecipata Metropark) oppure coinvolgimento del Comune attraverso una società «in house» (di diretta emanazione) in alternativa ad una gara per l’affidamento a terzi.

Con ogni probabilità ci si affiderà ad un avviso pubblico, ma intanto sarà possibile affidare i lavori, per cui nell’arco di almeno un paio d’anni, il tanto agognato capolinea potrebbe divenire realtà.

Il Comune ha anche pronto uno studio di fattibilità (stilato nell’ambito del Piano urbano della mobilità del Comune e poi modificato) relativo agli interventi da effettuare, mentre sono già stati individuati i fondi da impiegare (un milione di euro), rivenienti dal primo programma delle infrastrutture strategiche.

La soluzione prevede la collocazione del terminal su via Capruzzi (tra il sottopasso pedonale della stazione e quello di via Quintino Sella), in un’area utilizzata in precedenza per ospitare le auto del personale di movimento di TrenItalia, dove troverebbero spazio almeno una ventina di autobus.

La superficie (poco più di 9mila metri quadrati) situata di fronte all’attuale sede del Consiglio regionale, dovrebbe ospitare oltre agli stalli per gli automezzi situati centralmente, anche due corsie laterali (una d’ingresso, l’altra d’uscita). I manufatti esistenti verrebbero demoliti per lasciare spazio a uffici, biglietterie, sala d’attesa e annessi servizi igienici. L’entrata e l’uscita dall’area verrebbero garantite dagli accessi a raso, in via Capruzzi, tra via Devitofrancesco ed il semaforo che consente la svolta per il sottopasso di via Quintino Sella. Almeno sulla carta è quindi tutto pronto.

L’obiettivo, nell’ambito di un piano della mobilità che intende agevolare sempre più il servizio pubblico (vedi tutela delle corsie preferenziali e lotta alla doppia fila), è liberare via Capruzzi dai tanti «bestioni» inquinanti, peraltro fonte di intasamento del traffico. Alle spalle della stazione centrale insistono infatti le fermate delle principali linee extraurbane (Fal, Ferrovie Sud Est, Stp e Cotrap, oltre ai vettori privati che coprono le rotte nazionali e internazionali).

Dopo un percorso abbastanza travagliato - col progetto che ha più volte rischiato di finire nel dimenticatoio tra silenzi, omissioni e cambi di amministrazione in Comune e Provincia - adesso c’è una nuova opportunità per chiudere il cerchio su un’operazione davvero importante per la mobilità cittadina.

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