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Domenica 19 Novembre 2017 | 15:00

Bari

Mercati in crisi
solo 30 adesioni
per 273 box vuoti

Concorrenza e infrastrutture i problemi principali. Ma il Comune punta al rilancio

Mercati in crisi solo 30 adesioni  per 273 box vuoti

di Antonella Fanizzi

Infiltrazioni d’acqua, scarsa illuminazione, mancanza degli impianti di videosorveglianza, servizi igienici per il pubblico assenti o mal funzionanti, strutture decadenti. Ma soprattutto pochi clienti, sempre meno, tanto che le chiusure superano le nuove aperture. I mercati rionali non godono di buona salute. Lo dimostrano le cifre. Il Comune ha messo a bando 273 box vuoti, ma le domande presentate dagli operatori sono state appena 38. Di queste 30 sono state accolte e 8 respinte per assenza dei requisiti.

In pratica sul totale dei locali disponibili, appena l’11% tornerà a riempirsi di frutta e verdura, pesce, carne, pane e articoli di merce varia.

Il Comune è pronto a correre ai ripari. «Vogliamo che le piazze dei quartieri - dice l’assessore allo Sviluppo economico Carla Palone - tornino a vivere. Per questo abbiamo commissionato uno studio di fattibilità per individuare i punti di forza e di debolezza di ogni struttura e progettare gli interventi. Stiamo già cercando i canali di finanziamento per sostenere le riqualificazioni».

L’assessore ritiene che i mercati possano nuovamente diventare una risorsa per i cittadini e soprattutto una fonte di reddito per le piccole imprese a conduzione familiare. Ma le proposte fatte nel tempo di tenere le luci accese anche di pomeriggio o di domenica sono state raccolte da un numero esiguo di commercianti.

A denunciare le carenze strutturali sono proprio i venditori. Fra i più arrabbiati ci sono i lavoratori del mercato di Sant’Antonio: i problemi sono di natura igienico-sanitaria e soprattutto i box sono considerati troppo piccoli. Non a caso quelli occupati sono appena il 25% e dei 57 messi a bando ne sono stati assegnati 4. Da cinque anni gli ambulanti mettono su carta le richieste rivolte al Comune. Questa volta, però, la svolta appare vicina. Conferma Carla Palone: «La prossima settimana porterò in giunta la proposta di concedere, a chi ne farà richiesta, il locale adiacente al proprio, ma a un canone calmierato. Il costo potrà essere simile a quello applicato per un deposito».

Il paradosso è che di clienti in giro se ne vedono pochi, mentre il parcheggio a loro dedicato è sempre pieno. «Viene utilizzato - denunciano gli operatori - da chi lavora a Madonnella o nel Murattiano. E i nostri clienti non sanno dove lasciare l’auto». L’ipotesi presa in considerazione dall’amministrazione è quella di affidare l’area all’Amtab, di installare i parcometri per la sosta a pagamento a partire dalla seconda ora, in modo da favorire il ricambio. La prima ora resterebbe gratuita.

In sofferenza è soprattutto il mercato dell’ex Manifattura: su 255 box, la metà è occupata e le nuove inaugurazioni, a fronte di 118 disponibilità, saranno 11. In questo caso il progetto di rinascita è complesso, ma già in atto: un’ala dell’edificio del quartiere Libertà sarà trasformata in un polo di ricerca, con spazi per i laboratori, per la sede del Cnr, per un giardino, per un’arena teatro. I luoghi saranno accessibili giorno e notte.

Non va meglio a Carbonara: il 25% dei box è libero, il 24% è stato assegnato alle associazioni e il restante 39% è affidato ai mercatali che lamentano la distanza dal cuore dell’ex frazione, dove capita di imbattersi in furgoncini abusivi. «Qui non viene più nessuno», è la lamentela. Per 22 locali vuoti, le domande presentate sono state 2.

In sofferenza pure il mercato di San Girolamo: gli spazi occupati sono pari al 22%.

L’assessore Palone comunque rimarca: «L’attenzione per questo settore è massima. I centri commerciali, che funzionano no-stop, hanno rosicchiato una grande fetta di clientela. Sono inoltre cambiate le abitudini dei consumatori e il tempo per fare la spesa si è ridotto. Il nostro obiettivo è rivitalizzare le piazze rionali, anche attraverso una serie di interventi che vanno dalla sicurezza al miglioramento dell’illuminazione, alla cura delle strutture, agli angoli dedicati alle famiglie con figli, alla installazione della rete wi-fi, degli stalli per le biciclette e dei sistemi di videosorveglianza».

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