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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 23:20

cronache da palazzo

Bari, documenti spariti
al via l'indagine interna

L'assessore: «Se è un atto doloso sarà tolleranza zero»

di FRANCESCO PETRUZZELLI

Per ora nessuna certezza. Nemmeno sulla data della scomparsa. Perché potrebbe essere avvenuta anche mesi fa, molto prima della scoperta fatta casualmente da uno zelante dipendente comunale, intento a controllare la serie progressiva dei documenti di riconoscimento che stava per rilasciare agli sportelli. Con evidenti buchi nell’ordine numerico che hanno fatto subito scattare l’allarme. Tiene ancora banco il giallo delle carte di identità, anticipato ieri da La Gazzetta. Diciannove tessere di riconoscimento vuote, ma che fanno gola alle bande di falsari, sparite nel nulla dalla cassaforte della delegazione anagrafe Oriente di Carrassi-San Pasquale e al centro di una denuncia (ma solo per smarrimento) presentata dal Comune ai carabinieri. «Se sarà accertata la natura dolosa dell’ammanco, non faremo sconti a nessuno. Sarà tolleranza zero» assicura l’assessore ai Servizi Demografici Angelo Tomasicchio. Non escludendo la possibilità dell’ennesima indagine interna degli uffici che si andrebbe ad aggiungere a quella avviata mesi fa su un’altra vicenda parallela, la presunta cresta di qualche dipendente infedele sui diritti di segreteria per il rilascio dei rinnovi delle carte di identità. Tomasicchio potrebbe nelle prossime ore effettuare un sopralluogo nella sede decentrata Oriente per acquisire informazioni e parlare con il personale.

Il caso intanto infiamma i corridoi di Palazzo di Città con le opposizioni comunali che caricano i fucili a pallettoni chiedendo la massima «trasparenza» e preannunciando interrogazioni in consiglio. «Restiamo attoniti. Neanche nei Paesi da terzo mondo spariscono documenti di identità senza che nessuno paghi per quanto accaduto – sentenzia Filippo Melchiorre (Fratelli d’Italia) -. Dopo le relazioni del Mef, della Corte dei Conti e del segretario generale, questa è un’altra importante falla della macchina comunale. Chiediamo quindi che venga fatta una commissione d’indagine a tal riguardo. È ora di cambiare verso, un po’ come diceva qualcuno in tempi oramai passati».

Per Fabio Romito (Misto-Cor) «occorre fare chiarezza quanto prima perché in questo tremendo periodo di terrorismo internazionale non si può lasciar correre un simile episodio». Michele Caradonna (Misto-Idv) preannuncia invece «un’interrogazione urgente al sindaco affinché relazioni su quanto accaduto, è indiscutibile però che servono più controlli ed un’azione amministrativa più concreta anche nell’organizzazione e gestione del servizio». All’attacco vanno anche i Cinque Stelle con il capogruppo Sabino Mangano: «Dopo lo scandalo della maggiorazione dei diritti di segreteria, lo stesso ufficio Anagrafe è protagonista di questa ulteriore grave anomalia gestionale. Nessuna azione preventiva, nessuna revisione dei processi di sicurezza e controllo risultano essere state attuate da questa amministrazione. Probabilmente la denuncia andava fatta per furto e non per smarrimento…».

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