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Giovedì 23 Novembre 2017 | 02:47

La replica alle accuse

Valenzano, Sindaco e comitato: una montatura

Dura presa di posizione al caso della festa patronale sponsorizzata dal clan

Valenzano, Sindaco e comitato: una montatura

VALENZANO - Difende a spada tratta la città il sindaco Antonio Lomoro dopo l’interrogazione dell’onorevole Dario Ginefra (Pd) sul nome della famiglia Buscemi impresso sulla mongolfiera dela festa di San Rocco, adombrando possibili «messaggi» criminali.
«Nulla di tutto questo – aggiunge Lomoro – la festa si è svolta come da tradizione, compreso il lancio della mongolfiera che fa parte della devozione dei fedeli. In questi giorni, infatti, dai vari quartieri del paese sono state lanciate mini-mongolfiere da diverse famiglie. Insomma, è un rito di fede antico». E sull’iniziativa del parlamentare Pd il primo cittadino esprime il suo disappunto. «Ritengo – afferma ancora il sindaco – che l’iniziativa del Pd sia strumentale politicamente, atteso che anche a livello locale è dal mio insediamento che cercano in tutti i modi di far cadere questa amministrazione, ma non ci riusciranno». Lomoro fu eletto tre anni fa con il supporto del Movimento Schittulli e di un gruppo di liste civiche. Ha aggiunto che il Comune anche quest’anno ha dato il contributo al Comitato (circa 22mila euro) senza poi entrare nel merito delle scelte.
Parla anche il presidente del Comitato organizzatore della festa, Davide Abbinante. «Noi accogliamo tutte le richieste che ci vengono da privati o famiglie – spiega – in linea con la tradizione religiosa e popolare. La mongolfiera è stata commissionata direttamente dalla famiglia all’artigiano che per hobby realizza palloni aerostatici. Non siamo tenuti a fare controlli preventivi sulla fedina penale di tutti i componenti delle famiglie o ad esprimere valutazioni che non ci competono. Per questo ci sono le autorità preposte». Abbinante ha tenuto a precisare che il lancio della mongolfiera è avvenuto al di fuori della processione religiosa. «Si tratta – continua il presidente – di un rito laico celebrato al di fuori di quelli ecclesiastici. Tengo a sottolineare che, non essendoci una nostra intermediazione, nessuna offerta o sponsorizzazione della festa è stata fatta dalla famiglia in questione al Comitato. È un’iniziativa che abbiamo accolto per la sua tradizione, senza conoscere cosa sarebbe stato scritto sulla mongolfiera e senza prendere soldi».
In buona sostanza, il Comitato sarebbe venuto a conoscenza della «dedica» sul pallone aerostatico solo al momento del lancio. «Abbiamo eliminato – aggiunge Abbinante - anche l’asta per portare la statua di San Rocco proprio per evitare qualsiasi forma di infiltrazione di diversa natura nella festa. E comunque non ci vedo nulla di strano nel riferimento a San Michele atteso che anche quel culto è molto forte in paese». Abbinante non nasconde il suo disappunto. «Sono davvero dispiaciuto – conclude il presidente – per questo clamore su un episodio che ritengo non abbia i caratteri presunti nell’interrogazione, ma getta ombre insussistenti ed ingiustificate su una festa che quest’anno ha vissuto un’altra edizione di grande partecipazione popolare».
Abbinante è anche stato ascoltato dai Carabinieri della locale Stazione che stanno raccogliendo elementi utili per poter fare definitivamente luce sulla vicenda.

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