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Martedì 21 Novembre 2017 | 00:05

L'ordinanza

Il ponte di Ferragosto
con la spazzatura in casa

Il ponte di Ferragostocon la spazzatura in casa

Il prossimo si annuncia un fine settimana da bollino rosso sul fronte dei rifiuti. C’è il rischio che i baresi, i turisti che hanno preso la casa-vacanza sul litorale e i villeggianti che animano le ex frazioni balneari si debbano tenere in casa la spazzatura da sabato notte fino a martedì sera.
Come accade ogni volta nelle giornate festive, c’è lo stop alla indifferenziata. La spazzatura non selezionata in base alla tipologia potrà essere buttata fino alle 22.30 del 13 e dalle 18.30 in poi del 16 agosto.
È bene chiarire: vetro, plastica, carta, umido possono essere regolarmente smaltiti negli appositi bidoni in qualsiasi momento e in qualsiasi giorno dell’anno. Ma questo è un ponte speciale. Perché cade in piena estate quando le alte temperature contribuiscono a rendere la città più puzzolente e perché i pendolari del mare faranno lievitare il numero delle persone che si riverseranno sulla costa.
Il Comune corre ai ripari. L’assessore all’Ambiente Pietro Petruzzelli, insieme all’Amiu, ha inviato una lettera ai gestori dei discariche private per chiedere di tenere aperti gli impianti o domenica o lunedì. «Siamo in attesa di risposte», dice Petruzzelli.
Intanto non si placa la polemica sul ritiro degli ingombranti dalle strade. I cittadini continuano a pubblicare sulla bacheca Facebook del sindaco e di Petruzzelli le immagini con i mobili e gli scheletri degli elettrodomestici accatastati vicino ai bidoni.
Le proteste di levano soprattutto da Picone e Poggiofranco. Gli abitanti di quest’ultimo quartiere denunciano: «Abbiamo scattato le foto il 1° agosto, ma la situazione nelle vie Mitolo, Camillo Rosalba, Caccuri, non è cambiata».
E da quindici giorni attendono la sostituzione di un cassonetto dato alle fiamme gli abitanti di Via Divisione Paracadutisti Folgore a Carrassi. Un residente si è recato di persona agli uffici dell’Amiu di via King per chiedere lo svuotamento e la sostituzione: gli è stato detto di chiamare il numero verde dell’azienda. Scrive: «Ho indirizzato due mail all’Urp dell'Amiu, ma non è successo niente. Il cassonetto è ancora lì e ai sacchetti all'interno se ne sono aggiunti altri per terra, segno che non solo non si provvede allo svuotamento, ma che neppure l'operatore incaricato, se passa, fa il suo dovere».

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