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Lunedì 20 Novembre 2017 | 06:58

Il successore a breve

Carofiglio lascia la presidenza
della Fondazione Petruzzelli
«Compito di gestire emergenza è politico»

Carofiglio lascia la presidenza della Fondazione Petruzzelli Un tecnico per il caso assunzioni

Il cda odierno in cui Carofiglio ha rassegnato le dimissioni (foto Turi)

BARI - Non è stato lo scandalo delle mazzette che ha coinvolto qualche mese fa l’ex direttore amministrativo, e nemmeno le endemiche difficoltà di budget che gravano sulla gestione del teatro a indurre lo scrittore ed ex magistrato Gianrico Carofiglio a lasciare oggi la presidenza della Fondazione Petruzzelli dopo appena un anno e mezzo di mandato. A convincerlo, secondo quanto egli stesso ha spiegato presentando le dimissioni al Consiglio di indirizzo della Fondazione, è stata la valanga di vertenze di lavoro che 181 tra ex orchestrali ed ex amministrativi (assunti a termine dal teatro fino al 2012) hanno promosso per ottenere l’assunzione a tempo indeterminato e che rischiano di travolgere il già fragile bilancio dell’ente.
Per questo, ha spiegato, «ho preso una decisione di tipo tecnico perché questa emergenza occupazionale implica che la direzione delle operazioni ritorni in capo al soggetto legittimato politicamente e che sia nel pieno dei poteri sostanziali, cioè l’Amministrazione comunale e il Sindaco».

In effetti, quella del Petruzzelli di Bari è l’unica Fondazione lirica italiana non presieduta dal sindaco, come prevede la legge, ma da un suo delegato. E continuerà ad esserlo perché, come ha annunciato il primo cittadino Antonio Decaro dopo avere ringraziato il presidente uscente, il successore sarà «un manager pubblico che farà riferimento all’amministrazione comunale» e che avrà un incarico a tempo «per gestire la questione vertenze, 21 delle quali già giudicate a favore dei lavoratori».

Le dimissioni erano nell’aria da quando la questione delle vertenze era esplosa ed era stato chiaro che - per la mancanza di un documento nei contratti di assunzione - tutti i lavoratori avrebbero vinto portando a numeri insostenibili l’organico della Fondazione. Due mesi fa l’ex magistrato aveva già ventilato il passaggio «della palla nelle mani della politica» esprimendo «rabbia, dopo aver lavorato tanto e aver portato i conti in pareggio, di dover vedere vanificato tutto per errori commessi in passato».
«La ragione della mia nomina era quella di tentare di rilanciare l’immagine del teatro e anche di fare un po' di controllo di legalità. Credo che abbiamo fatto tutte e due le cose. Gestire l’emergenza occupazionale non rientra nei limiti di quel mandato». Anche perché, «in molti casi, e nel mio caso in particolare - ha aggiunto - c'è una iper esposizione che rischia di non fare capire bene quali sono i termini della questione».

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano (che quando era sindaco di Bari è stato presidente della Fondazione fino all’arrivo del commissario Carlo Fuortes nel marzo 2012) si è limitato a commentare: «Carofiglio voleva dimettersi da tempo per quello che so e finalmente ci è riuscito». Commenti di apprezzamento e ringraziamenti all’ex presidente per i risultati ottenuti sul piano organizzativo, del risanamento e della legalità, sono arrivati invece dal sindaco Decaro e dal sovrintendente Biscardi.
Per Carofiglio, le responsabilità di questa fase delicata andranno individuate «alla loro origine, con serietà e determinazione», ma solo dopo avere superato l’emergenza. Sono invece già ben chiare per il centrodestra che parla, attraverso diversi esponenti, di responsabilità tutte interne al centrosinistra che ha usato il Petruzzelli «come un bancomat elettorale» (sen.D’Ambrosio Lettieri di Cor). (di Paola Laforgia, ANSA)

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