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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 03:03

Manifestazione a Bari

Trattori in fila sul lungomare
«Il grano italiano colpito
da speculazione da 700 mln»

protesta Coldiretti a favore del nostro olio

Foto Turi

BARI - Sono circa 5000 gli agricoltori che hanno invaso stamani Bari per partecipare alla manifestazione della Coldiretti in difesa del grano, la coltura più diffusa in Italia. Gli agricoltori si sono riuniti in un’area adiacente la spiaggia di 'Pane e pomodorò, sul lungomare di Bari e stanno ora raggiungendo la sede della presidenza della Regione Puglia, sempre sul lungomare del capoluogo pugliese.

Gli agricoltori, a bordo dei trattori, manifestano con cartelli dove si leggono slogan come «Ci vogliono dieci chili di grano per una coca cola», «No grano no pane», «Stop alle speculazioni» e «Il giusto pane quotidiano». La maximobilitazione è stata organizzata in varie città d’Italia con migliaia di agricoltori e trattori al seguito. I produttori si sono radunati a Palermo, Termoli, Potenza e Bari dove è presente anche il presidente nazionale Roberto Moncalvo.

«Il grano pugliese - spiegano gli agricoltori - è stato colpito da una speculazione da 145 milioni di euro pari alle perdite subite dagli agricoltori per il crollo dei prezzi rispetto allo scorso anno, senza alcun beneficio per i consumatori». «La Puglia che è il principale produttore italiano di grano duro è paradossalmente - denuncia la Coldiretti - anche quello che ne importa di più, tanto da rappresentare un quarto del totale del valore degli arrivi di prodotti agroalimentari nella regione».

«A pesare sono le importazioni in chiave speculativa - spiega il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele - che si concentrano nel periodo a ridosso della raccolta e che influenzano i prezzi delle materie prime nazionali anche attraverso un mercato non sempre trasparente». «Eppure fare pasta con grano 100% italiano si può - afferma il direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - come ampiamente testimoniato dalla rapida proliferazione di marchi che garantiscono l’origine italiana».

Complessivamente, il grano italiano è stato colpito da una speculazione da 700 milioni di euro, a tanto ammontano infatti le perdite subite dagli agricoltori italiani per il crollo dei prezzi rispetto allo scorso anno. Nel giro di un anno le quotazioni del grano duro destinato alla pasta hanno perso il 43 per cento del valore, mentre si registra un calo del 19 per cento del prezzo del grano tenero destinato alla panificazione. Un crack senza precedenti - denuncia Coldiretti - con i compensi degli agricoltori che sono tornati ai livelli di 30 anni fa, a causa delle manovre di chi fa acquisti speculativi sui mercati esteri di grano da "spacciare» come pasta o pane Made in Italy, per la mancanza dell’obbligo di indicare in etichetta la reale origine del grano impiegato. E, con la crisi del grano, in Italia si rischiano di perdere trecentomila posti di lavoro.

«Non è un caso - dice Coldiretti - se nei primi quattro mesi del 2016 gli arrivi di grano in Italia sono aumentati del 10 per cento, finalizzati soprattutto ad abbattere il prezzo di mercato nazionale attraverso un eccesso di offerta». Oggi il grano duro per la pasta - continua la Coldiretti - viene pagato anche 18 centesimi al chilo, mentre quello tenero per il pane è sceso addirittura a 16 centesimi al chilo. «Per restituire un futuro al grano italiano occorre l’indicazione in etichetta dell’origine del grano utilizzato nella pasta e nei derivati/trasformati - sottolinea il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo - ma anche l’indicazione della data di raccolta (anno di produzione) del grano, assieme al divieto di utilizzare grano extra comunitario oltre i 18 mesi dalla data di raccolta. Ma serve anche fermare le importazioni selvagge a dazio zero».

PROTESTE ANCHE A POTENZA - La mobilitazione di Coldiretti contro il crollo del prezzo del grano, con l’arrivo a Potenza di tremila produttori e 250 trattori, ha prodotto - secondo quanto reso noto dall’organizzazione agricola Coldiretti - dieci chilometri di code sulla superstrada Potenza-Melfi e cinque chilometri sulla fondovalle dell’Agri, mentre il traffico cittadino è in tilt: i manifestanti sono diretti in viale Verrastro, davanti alla sede della Regione Basilicata. Al presidio sono presenti anche 56 sindaci, «in rappresentanza praticamente - ha sottolineato l’organizzazione - del 40 per cento dei Comuni di tutta la Basilicata».

I trattori sono suddivisi in tre cortei, il primo partito dalla zona nord del capoluogo lucano, il secondo da via dell’Edilizia e il terzo dal ponte Centomani. Dinanzi alla sede della Regione Basilicata gli agricoltori offriranno ai cittadini "pasta fatta con grano duro 'Senatore Cappellì e prodotta sul territorio e trasformata grazie a due giovani cooperative». Sono coinvolti nella giornata di mobilitazione 1.200 associati "provenienti - è specificato nella nota della Coldiretti - da tutta la regione e perfino dal Metapontino, che apparentemente non è interessato, ma partecipa perché il grano serve a tutti».

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