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Giovedì 23 Novembre 2017 | 23:28

Bari

Coldiretti Puglia in spiaggia
a difesa del grano italiano

Alimentare: Coldiretti Puglia  inarrestabile import di grano

BARI - Fare pasta esclusivamente con grano italiano si può e, per dimostrare la qualità del prodotto e gli effetti positivi sulla remunerazione dei produttori locali, gli agricoltori di Coldiretti Puglia hanno organizzato oggi a Bari una manifestazione sulla spiaggia cittadina di 'Pane e Pomodorò. Analoghe iniziative si sono tenute in contemporanea a Vieste (Foggia) ed a Castellaneta marina (Taranto). A Bari la Coldiretti ha offerto a tutti i cittadini presenti un assaggio di pasta con la salsa di pomodoro. Annunciata la partecipazione anche del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, al quale il presidente della Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, intende sottolineare la necessità di «arrivare ad un accordo di filiera, nell’ambito del tavolo cerealicolo regionale, che preveda un prezzo del grano mai al di sotto dei costi di produzione».

«Per ogni pacco di pasta acquistato al costo di euro 1,85 euro - ha spiegato - solo 0,23 centesimi servono a remunerare il prodotto agricolo. La inaccettabile remunerazione del prodotto locale è direttamente collegata all’import non stop di grano dall’estero che continua ad invadere quotidianamente i porti di Bari, Manfredonia e Barletta. Va garantito il monitoraggio e la trasparenza, il maggior grado possibile di riconoscibilità delle caratteristiche essenziali dei prodotti». Secondo i dati diffusi dalla Confederazione agricola il prezzo di un pacco di pasta moltiplica 8 volte dal campo allo scaffale con una tendenza invertita per grano e pasta dal 2007 ad oggi. Prezzi aumentati del 68% per la pasta, passata da euro 1,1 del 2007 ad euro 1,85 al chilogrammo del 2016, contro le quotazioni del grano pugliese crollate del 33% da 26,7 euro al quintale del 2007 a 18 euro al quintale dei giorni nostri. «L'attività borsistica della Camera di Commercio di Foggia - secondo il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - se non favorisce sta comunque agevolando il fenomeno speculativo. Serve l'etichettatura obbligatoria di pasta e pane - ha concluso - che informi sulla provenienza geografica, sulla qualità e salubrità del cibo».

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