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Sabato 25 Novembre 2017 | 05:09

intervista all'arcivescovo cacucci

«Il difetto dei baresi?
Parlare male della città»

mons. cacucci

In una intervista su suoi 50 anni di sacerdozio (il testo integrale disponibile nell'edizione digitale acquistabile on line oppure nel giornale in edicola), l'arcivescovo di Bari, mons. Francesco Cacucci, parla a tutto tondo con la collega Carmela Formicola, capo cronista della cronaca di Bari. Su un punto si sofferma Cacucci quando risponde a questa domanda: 

Quando parla di Bari s’avverte come una vibrazione... le piace questa città?
«Moltissimo. E vorrei che noi baresi parlassimo bene di Bari. In questi 17 anni, di ritorno da Otranto, ho trovato gradualmente una Bari che è migliorata. Tutti i funzionari, soprattutto ad altri livelli, che vendono a Bari mi dicono sempre che quando sono venuti, son venuti mal volentieri, preceduti da una immagine non positiva della città. Senza eccezione, quando vanno via, vanno malvolentieri e tutti mi dicono: dica ai baresi di non parlare male di Bari». E aggiunge: «È un tale difetto barese che dire difetto è un eufemismo. Perché ogni volta che dobbiamo riconoscere che c’è una cosa buona dobbiamo mettere una virgola e aggiungere un «ma». I sacerdoti lo sanno benissimo, ma vorrei aggiungere che non solo dal punto di vista sociale ma anche ecclesiale, ovunque vado in Italia parlano della chiesa di Bari e delle chiese di Puglia come una sorta di eccezione positiva nel panorama più generale. Non si tratta di considerare ingenuamente solo le luci, ci sono alcuni aspetti che riguardano il rispetto reciproco, penso soprattutto al traffico, che sarebbe improvvido considerare positivo».

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