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Venerdì 24 Novembre 2017 | 21:33

audizione in Antimafia

Procuratore di Bari denuncia
«Risorse umane inadeguate
e sede non conforme alla legge»

Procuratore di Bari denuncia «Risorse umane inadeguate e sede non conforme alla legge» e non conf»

ROMA - «Questa convocazione mi dà la possibilità di chiarire la vicenda investigativa di cui oggi ci si occupa» ovvero del ritrovamento dell’esplosivo che avrebbe dovuto colpire il procuratore capo di Napoli Giovanni Colangelo, "ma anche di tornare sul tema della difficoltà che una procura come la distrettuale di Bari incontra nello svolgimento di numerosissime, complesse indagini, anche contro la criminalità organizzata che infesta tutte e tre le province». Così il procuratore della Repubblica di Bari, Giuseppe Volpe, in audizione in Antimafia.

«Nell’affrontare questa attività abbiamo risorse inadeguate. Le risorse umane sono scarse, il personale amministrativo è di età media avanzata, in parte prossimo alla pensione, i pensionamenti non hanno generato sostituzioni, sono anni che non vengono banditi i concorsi. C'è una discesa vorticosa - ha spiegato Volpe - del numero di presenze di impiegati negli uffici, con difficoltà enormi nell’assicurare i servizi. La polizia giudiziaria svolge un ottimo lavoro di contrasto ai clan e alle organizzazioni mafiose che sono numerosi. A Bari ne contiamo 19 di cui alcune accorpate tra loro, per cui i gruppi si riducono a 13. A Foggia abbiamo tre batterie consociate, quella che si chiama «La società» è una organizzazione criminale efferata che negli ultimi decenni ha effettuato 240 omicidi e tentati omicidi irrisolti». La situazione è difficile anche nella provincia della Bat, ha detto Volpe, che ha voluto con forza"denunciare l’inadeguatezza delle risorse umane della Procura distrettuale di Bari».

«Abbiamo un grosso problema di carenze di personale amministrativo che vorremmo che il ministro della Giustizia, come è suo dovere previsto dalla Costituzione, che assegna all’autorità i governo questo potere, colmasse reclutando il personale che ci serve». Volpe ha fatto notare anche che si opera «in una sede del tutto inadeguata e non conforme alle norme di legge, con una parte definita abusiva da una sentenza e oggetto di una ingiunzione di sgombero da parte dell’autorità comunale».

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