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Sabato 18 Novembre 2017 | 11:14

Il sindaco va alla polizia

Bari, guerra agli abusivi
altre intimidazioni a Decaro

Ennesima minaccia sulla sua pagina Facebook dopo il blitz dell'altra sera contro i venditori non autorizzati

Bari, guerra agli abusivialtre intimidazioni a Decaro

FRANCESCO PETRUZZELLI
La città vuole reagire. E nelle ultime ore crescono le adesioni di associazioni e comitati che parteciperanno al sit-in solidale indetto da sindacati e categorie dei commercianti per lunedì alle 20 e 30 davanti al Comune. Alla lista si è aggiunta l’associazione culturale Murattiano. Per manifestare solidarietà alle istituzioni all’indomani della guerriglia urbana di San Nicola scatenata dal popolo delle fornacelle. Ma parallelamente il sindaco Antonio Decaro continua a subire minacce di ogni genere. L’ultima nelle scorse ore sulla sua pagina pubblica Facebook da parte di un utente evidentemente infastidito dagli sgomberi e dai sequestri sul lungomare durante la festa patronale. «Decaro – si legge in un passaggio del lungo post - è un pezzo di m… e deve morire con un bastone nel c…. Sei figlio di Renzi e delle tante bugie». Anche in questo caso il primo cittadino ha deciso di denunciare il caso alla polizia Postale dopo le altre minacce social ricevute all’indomani degli arresti dei presunti terroristi in città: «Un giorno spero che verrai appeso al pennone di qualche piazza ad opera dei tuoi “fratelli” musulmani».
Sono i due volti del clima che si respira in città dopo i gravi scontri di lunedì sera quando gli abusivi di carne alla brace hanno tenuto in ostaggio il lungomare di Crollalanza rovinando i festeggiamenti nicolaiani. Un episodio che sta scatenando un acceso dibattito sulla legalità. Un contributo lo offre anche Franco Neglia, presidente dell’associazione Murattiano. «Ma i contenuti e i contorni della vicenda – spiega - ci sollecitano una domanda alla quale noi baresi non possiamo più sottrarci: le manifestazioni di baresità sono folklore o segni di illegalità che fanno comodo alla criminalità?». Neglia elenca una serie di comportamenti ai quali spesso anche i semplici cittadini hanno difficoltà a sottrarsi: «Parcheggiare in seconda fila ed urlare contro il malcapitato che rimane incastrato, addentare il cirro del polpo dopo averlo appena comprato nderr’a ‘la lanz’ da una cesta di vimini poggiata sul marciapiede, assaporare gustosi gnemridd’ da una lurida fornacella, dare un tuzzo a qualcuno giusto per darsi un tono, lanciare dal finestrino dell’auto in corsa cartacce e residui alimentari, mostrare il dito medio al nostro vicino quando al semaforo riusciamo a staccarlo già all’apparire del giallo, gozzovigliare con allegria sulla riva del mare e abbandonare cartacce, sentirsi poco figo a richiedere la ricevuta fiscale all’amico professionista al quale dobbiamo poi chiedere una raccomandazione e via discorrendo». Insomma, una serie di comportamenti non proprio edificanti. «Se si tratta di puro folklore locale – aggiunge - si fa fatica a comprendere quello che è accaduto in piena festa patronale. Se invece si tratta di dire “basta!” e allora facciamolo contribuendo noi per primi a non condividere atteggiamenti e comportamenti illegali». Ma non solo. «Alle istituzioni – continua il presidente dell’associazione Murattiano - tocca il compito più duro a cominciare dalla coerenza: che senso ha invitare meritoriamente i venditori delle fornacelle a mettersi in regola con un corso gratuito e poi lasciar correre che per due giorni su tre quelli illegali continuino a vendere? E ancora: perché le campagne elettorali continuano ad essere terreno di scambio con quelle stesse famiglie che controllano il territorio? Oppure perché si bada meritoriamente alla cicca gettata per terra, ma si permette alla criminalità locale di gestire assieme a quella straniera interi tratti delle nostre strade con lo squallido mercimonio del corpo delle donne? La coerenza richiede maggiori mezzi economici e risorse umane per le forze dell’ordine? Sì, ma non solo. La differenza la fa la volontà politica. Appena qualche settimana fa in un incontro da noi organizzato abbiamo sottolineato quanto pesi “la Bari sommersa” nell’economia cittadina e quanto sappia di contare su compiacenze e complicità di pezzi della società». E sull’atteggiamento del Comune Neglia osserva: «L’amministrazione Decaro ha dimostrato di voler dare segnali inequivocabili di contrasto alla illegalità. Bene, perché non ci si distragga, lunedì sera noi ci saremo».

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Commenti all'articolo

  • serpico1968

    14 Maggio 2016 - 20:08

    Be direi che sta facendo un bel lavoro , cose che altre amministrazioni non anno fatto poi la sicurezza del mangiare sano e pulito non quelle schifezze che girano sulle bancarelle improvvisate di gente che non si sa se siano puliti sanitariamente o meno in questo appoggio il lavoro del Sindaco di Bari per coli che minaccia il sindaco fatti vedere da un veterinario poi ne parliamo

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