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Domenica 19 Novembre 2017 | 20:55

Comune di Valenzano

Costretta a pagare per fare
il vicesindaco: inchiesta a Bari

La denuncia di Francesca Ferri, ex numero 2 del sindaco Lomoro. Avrebbe versato la sua indennità a un consigliere di maggioranza

Costretta a pagare per fareil vicesindaco: inchiesta a Bari

giovanni longo
Bari - Quanto può valere un appoggio politico per candidarsi alle Regionali? A Valenzano, stando alla denuncia di Francesca Ferri, ex vicesindaco e assessore del Comune alle porte di Bari, a sua volta a processo per la storia delle tessere false del Pdl, avrebbe dovuto versare al primo cittadino e a un consigliere di maggioranza la sua indennità (1.020 euro). Dalle dichiarazioni della Ferri (e pare anche da alcune conversazioni da lei registrate), è partita l’inchiesta condotta dai Carabinieri della compagnia di Triggiano, coordinati dal pm Claudio Pinto. Il magistrato ha chiuso le indagini nei confronti del sindaco Antonio Lomoro, eletto nel 2013 con il sostegno di liste civiche e del Movimento Schittulli, e del consigliere comunale di maggioranza Agostino Partipilo. Il reato ipotizzato è tentata induzione indebita a dare o promettere utilità. Avendo appreso delle intenzioni della Ferri di candidarsi alle elezioni regionali del maggio 2015, Lomoro e Partipilo «le facevano chiaramente intendere come per candidarsi fosse necessario il loro consenso e il loro avallo politico». Più nel dettaglio, Partipilo avrebbe più volte detto alla Ferri «che doveva consegnare la somma» anche perché solo così la Ferri avrebbe evitato «di essere sfiduciata», cessando dalla carica. A fronte del rifiuto, il sindaco Lomoro, era marzo 2015, «revocava l’incarico». Stando alle indagini della Procura, l’avallo politico di sindaco e consigliere di maggioranza valeva, dunque l’indennità (1.000 euro al mese). Per l’accusa un tentativo di induzione indebita.
Ma il sindaco, assistito dall’avvocato Salvatore Campanelli, respinge le accuse al mittente. «Sono tranquillo - dice Lomoro - dal momento che la questione è solo di natura politica. Dimostrerò, carte alla mano, che non ho commesso alcun reato. Chiederò al magistrato di ascoltarmi, sono a sua disposizione per ricostruire, con i documenti, step e ragioni che hanno portato alla decisione di revocare definitivamente le deleghe». Il primo cittadino, che è stato anche testimone di nozze della sua denunciante, snocciola le date e fa riferimento anche alle frizioni politiche tra i due culminate con le divergenze in relazione al candidato di Valenzano alle Regionali e acuite con il rinvio a giudizio della Ferri.
La candidata del Pdl (ora assistita dall’avvocato Fabio Campese), è stata per tre legislature il consigliere comunale più suffragato a Valenzano ed è anche a processo per violazione del codice della privacy e appropriazione indebita (in questo caso difesa dall’avvocato Mariano Fiore). Secondo l’accusa, Ferri ha attinto 62 nomi dalle liste degli iscritti alla Lilt, la Lega per la lotta ai tumori guidata da Francesco Schittulli, all’epoca dei fatti presidente della Provincia, in vista del congresso cittadino del partito del 2012. Il processo partirà il 14 giugno.

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