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Sabato 25 Novembre 2017 | 03:13

consiglio comunale

Bari, ok a manovra su tasse
bagarre sull'aumento Tari

Il sindaco Decaro con le slide: ecco perchè si pagherà meno. Le opposizioni: sarà uno choc fiscale

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FRANCESCO PETRUZZELLI
Nell’estenuante dibattito finiscono anche i rincari sulle lampade votive per i defunti, il consumo energetico dei lampadari dell’aula, i cassonetti sporchi, le bottiglie di birra lasciate per strada e il commercio che muore. Argomenti che le minoranze tirano in ballo per giudicare una «manovra-stangata che affossa i baresi a fronte di servizi inadeguati». Provando in tutti i modi a innervosire, con ordini del giorno, emendamenti a valanga e continue richieste di verifica del numero legale, una maggioranza ancora scottata dal clamoroso scivolone da 4 minuti di giovedì.
E Antonio Decaro ascolta ma a un certo punto sbotta: «Non risponderò a chi dice bugie, a chi fa solo ostruzionismo per tentare di bloccare il consiglio comunale». «Altro che aumento. Complessivamente i baresi pagheranno 33,8 milioni in meno di tasse rispetto allo scorso anno» ripete il primo cittadino, preparando un volantino-slide da pubblicare sui social network. «Così i baresi – si convince – capiranno».
Fila via una lunghissima giornata di consiglio comunale, chiamato già di buon mattino – alle 9,30 tutti puntuali in aula – per approvare la nuova manovra tributaria su Imu, Tasi e Tari. Con le opposizioni, tanto dal centrodestra quanto dai Cinque Stelle, che attaccano su ogni aliquota invocando misure alternative.
L’animosissimo Giuseppe Carrieri (Impegno Civile) si sgola presentando ordini del giorno e modifiche, gli fanno eco i pentastellati Sabino Mangano e Francesco Colella, mentre Area Popolare-Ncd dopo le accuse di alcuni colleghi delle minoranze di essere «un’opposizione annacquata» si vede respingere alcuni emendamenti, tra i quali l’abbattimento dell’Imu sui negozi sfitti, con un chiaro segnale politico da parte del centrosinistra. Una manovra attorno alla quale fanno quadrato tutti i Dem, come i Pd Marco Bronzini, Maria Maugeri e Massimo Maiorano, mentre gli ex Forza Italia Irma Melini, Fabio Romito e Pasquale Finocchio rintuzzano gli attacchi su decoro urbano carente e commercio in crisi.
Tari Sulla tassa dei rifiuti si scatena il dibattito per i rincari compresi per le utenze domestiche tra il 7,62 e il 13,33 per cento in base ai nuclei familiari. «Colpa delle discariche chiuse, dei maggiori costi per il conferimento e della perdita di oltre 6mila utenze tra domestiche e commerciali» spiega il sindaco. Ma sono numerose le esenzioni previste soprattutto per le fasce più deboli: non pagheranno il tributo i nuclei familiari con reddito Isee non superiore a 5mila euro, quelli composti esclusivamente da over80 con coniuge a carico e reddito Isee non superiore a 10mila euro e le famiglie con sei o più componenti con reddito, sempre Isee, non superiore ai 25mila euro.
Riduzioni invece sono previste del 20 per cento per i nuclei familiari con reddito Isee sino a 8mila euro e del 25 per cento per i residenti nei quartieri di Santo Spirito, Palese, Catino, San Paolo, Villaggio del Lavoratore e Japigia che nell’anno precedente hanno superato il 50 per cento di raccolta differenziata.
Per le utenze commerciali il rincaro medio è pari all’11 per cento ma sarà mitigato con sconti, dal 20 al 40 per cento, in base alla quantità di differenziata prodotta.
Tasi Già messa in soffitta, la tassa sui servizi cosiddetti indivisibili è stata abolita sulla prima casa consentendo a 90mila famiglie di risparmiare all’anno 400-500 euro. L’unica aliquota del 2,5 per mille è prevista solo per i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita e non ancora locati.
Imu Sparita l’imposta sull’abitazione principale, ad esclusione delle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, l’aliquota ordinaria è al 10,6 per mille, mentre sono diverse quelle agevolate. Si va dal 4 per mille per i contratti di locazione a studenti sino al 7,6 per mille per teatri, cinema, sale per concerti e spettacoli dal vivo. Per le seconde case invece gli sconti sono del 50 per cento per tutte le famiglie che concedono l’immobile in comodato d’uso ad un parente entro il primo grado e del 25 per cento per le unità immobiliari locate con contratti agevolati (nella sostanza l’aliquota agevolata dal 4 per mille dell’anno scorso si riduce al 3 per mille nel 2016).
Baratto amministrativo È la vera novità della manovra: consentire ai baresi bisognosi e non solo di pagare un tributo (per un importo non inferiore ai 300 euro) svolgendo lavori di pubblica utilità su pulizia, decoro e manutenzione di aree pubbliche. Ogni prestazione avrà un valore di 10 euro all’ora. E su questa delibera il dibattito più acceso con una valanga di emendamenti e conseguente nottata dell’aula.


CENTRODESTRA: SARA' UNO CHOC FISCALE - Manovra fiscale nel mirino delle opposizioni. «A Bari avremmo bisogno di un vero e proprio choc fiscale, invece subiamo gli aumenti imposti da parte dell'amministrazione Decaro», tuona il consigliere comunale Fabio Romito (Gruppo misto, ma di fede Cor).
Che incalza: «L'Imu è ai massimi di legge, l'addizionale Irpef alla stessa maniera ed ora anche la Tari risulta essere fra le più alte d'Italia - accusa Romito - Così facendo si continuerà a deprimere l'economia barese e il nostro tessuto sociale ingenerando diffidenza e repulsione verso le istituzioni».
«L'aumento della Tari è l'ennesima dimostrazione della totale incapacità di questa Amministrazione di generare prosperità e progresso per la nostra Città - afferma ancora - Il costo accresciuto del conferimento in discarica è il risultato degli scarsissimi risultati ottenuti con la raccolta differenziata, molto poco incentivata (si pensi ai 10 euro di bonus ottenibili ogni 300 kg di vetro, pari a circa 1670 comuni bottiglie di birra conferiti in appositi siti) e il ritardo del porta a porta».
Il tessuto economico e sociale barese avrebbe invece bisogno di un vero e proprio «Shock fiscale in grado di lasciare nelle tasche dei cittadini più quattrini in modo da reintrodurli nello stesso ciclo produttivo e generare così nuova ricchezza», aggiunge Romito illustrando una sua proposta.
«Avremmo potuto prevedere un bonus fiscale fino a 500 euro per tutte le nuove attività che avessero assunto almeno una unità lavorativa a tempo indeterminato - spiega - oppure operare una decurtazione sensibile per tutti quegli immobili non locati da almeno 12 mesi, in quanto, se sono sfitti non generano ricchezza e non generando ricchezza non può rinvenirsi in tali cespiti il basilare principio di "Capacità contributiva" previsto dall'art. 53 della Costituzione».
Il ventaglio delle opzioni non si esaurisce qui. «Avremmo potuto assicurare un contributo a tutti i giovani imprenditori disposti ad investire sul territorio e a giocarsi dunque qui le carte del proprio futuro - dice ancora - o si sarebbe potuto utilizzare la leva fiscale, così come previsto anche dai principi basilari del federalismo fiscale, per intervenire in maniera concreta sull'efficientamento della spesa pubblica. Invece si preferisce continuare a tassare per continuare a sperperare (un esempio su tutti i 220 mila euro l'anno che spendiamo in cancelleria, o i 3 milioni e mezzo di euro spesi per l'assistenza informatica e la manutenzione software».
«Bari merita di più, e noi ci impegneremo per dare una prospettiva diversa e costruttiva a tutta la città», conclude. (n.perch.)

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