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Venerdì 17 Novembre 2017 | 20:21

Truffa nuovo porto di Molfetta
s'indaga su transazione di 8mln

Tra le «istruttorie più rilevanti in corso di trattazione» da parte della procura pugliese presso la Corte dei Conti, c'è il «presunto danno erariale conseguente alla stipula di un atto di transazione con le imprese appaltatrici dei lavori»

Truffa nuovo porto di Molfetta s'indaga su transazione di 8mln

BARI - Tra le «istruttorie più rilevanti in corso di trattazione» da parte della procura pugliese presso la Corte dei Conti, c'è il «presunto danno erariale di 7 milioni e 800mila euro conseguente alla stipula di un atto di transazione con le imprese appaltatrici dei lavori di costruzione (mai terminati, ndr) del nuovo porto di Molfetta (Bari)». Lo sottolinea il procuratore regionale della Corte dei Conti della Puglia, Francesco Paolo Romanelli, nella relazione che ha tenuto in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario della magistratura contabile pugliese.

La vicenda del porto di Molfetta è al centro di un procedimento penale avviato dalla Procura di Trani su una presunta maxitruffa da circa 150 milioni di euro, in cui sono indagate 43 persone, tra le quali il senatore Antonio Azzollini (Ap), all’epoca dei fatti sindaco di Molfetta.

La Corte dei Conti ricorda poi la vicenda relativa al "presunto danno pari a 660mila euro riveniente dall’affidamento della gestione del servizio di archiviazione delle cartelle cliniche presso la Asl di Bari» e quello da 1 milione e 858mila euro causato dall’acquisto, da parte di ex funzionari della Asl di Foggia, di disinfettante per sale operatorie ad un prezzo spropositato (30 volte superiore a quello di mercato: 1.800 euro a fronte di 60 euro).

In questa parte della relazione il procuratore fa anche riferimento «al danno di oltre 2 milioni di euro conseguente allo smantellamento del sistema di rilevamento e controllo automatizzato degli accessi veicolari al centro della città di Bari (Poma), rimasto totalmente inutilizzato per oltre un decennio, a seguito della mancata concessione dell’autorizzazione ministeriale necessaria alla sua entrata in esercizio, che è stato imputato ai componenti della commissione di gara che aggiudicò l’appalto».

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