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Venerdì 24 Novembre 2017 | 08:41

Masterplan per il Mezzogiorno

Emiliano: non è più tempo di pulire
il cammino dei potenti con lingua

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha espresso le sue criticità nella maniera in cui il governo sta gestendo i rapporti con le Regioni del Sud

BARI - Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha espresso le sue criticità nella maniera in cui il governo sta gestendo i rapporti con le Regioni del Sud, in particolare sul masterplan per Mezzogiorno. Oggi nel corso di un vertice sulla sanità, il governatore ha detto «non ci sto» se mancano progettualità e un ruolo concreto nelle decisioni.

Ad esempio, ha sottolineato, «fermo restando» il «progetto di riforma costituzionale in cui la competenza sull'energia non è più delle Regioni ma è del governo, le Regioni non parlano più sull'energia?». «Ma stiamo scherzando? - ha chiesto Emiliano - Che modo di pensare al governo del Paese è mai questo?». "Siccome questa, come avrete capito - ha proseguito Emiliano - non è l’epoca di quelli che hanno la lingua capace di ripulire il cammino dei potenti ma è l’epoca di quelli che hanno il coraggio di dire mi dispiace, non sono disponibile per struttura, cultura ed estrazione politica». «E devo anche dire anche per addestramento professionale», ha precisato il governatore che è anche magistrato in aspettativa.

Il presidente della Regione Puglia ha detto poi che gli «è dispiaciuto non avere avuto un ruolo nella riunione di ieri che ha riguardato tutto il masterplan del Sud: mi sarebbe piaciuto - ha sottolineato - che che almeno le sei Regioni del Sud fossero presenti. Forse qualcuno avrebbe avuto meno facilità nel dire cose che non stavano nè in cielo nè in terra. Perchè è facile parlare da soli».

Per Emiliano è necessario pensare «a come gestire l’acqua nel Mezzogiorno, a che ruolo dare all’ Acquedotto pugliese nella gestione dell’acqua, a come gestire le grandi infrastrutture di trasporto, e a una idea precisa su che tipo di turismo vogliamo e come lo si rende compatibile con le scelte energetiche». Ma, ha rilevato, «se facciamo degli incontri per il masterplan del Sud e mi si dice 'senti, qui progetti per il futuro non ce ne sono, ci devi dire quali opere puoi completare nel 2016 e nel 2017 e buonanottè, io non ci sto». «L'ho detto in modo garbato - ha concluso - non ci sto. Vi mando le carte, voi fate il completamento dei progetti, i cantieri e finisce la storia».

«Il Masterplan e i Patti per il Sud non erano l’unica strada praticabile, ma ce li teniamo anche perché l’impianto base non è affatto disprezzabile. Bisogna però accelerare». Alessandro Laterza, vicepresidente di Confindustria per il Mezzogiorno, parla delle strategie di sviluppo messe in campo dal Governo per il Mezzogiorno e avverte: «Se nel conto mettiamo anche i ritardi per i decreti attuativi del credito di imposta per le imprese che investono al Sud, lo scenario si complica non di poco».

Intervistato da «Il Mattino», Laterza esprime il timore «che il Masterplan alla fine si riduca solo ad un adempimento tecnico, non ad una visione realmente strategica dello sviluppo del Sud, che per noi è determinante». Ribadendo che Confindustria «non può rinunciare» al confronto con i sindacati su questi temi, il vicepresidente auspica «che siano blindati» i 7 miliardi di fondi Ue da spendere quest’anno nel Mezzogiorno.

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Commenti all'articolo

  • Polifemo

    24 Febbraio 2016 - 19:07

    Poi ci sono gli addetti alle cucine che fanno la spesa per le loro case, infermieri che si appropriano dei materiali medici per usi personali o addirittura per venderli, tutto ciò a portato al collasso la struttura pubblica, violentata in tutte le maniere fino a giungere al collasso. Ciò accade a tutte le strutture pubbliche, caserme militari, comuni, province ecc. Era destinato che finisse così.

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  • Polifemo

    24 Febbraio 2016 - 19:07

    Il problema non è solo quello strutturale degli ospedali, ma anche e di rilevante incidenza della gestione dello stesso. Acquisto di attrezzature e materiali farmaceutici a prezzi gonfiati per spartirsi le commesse, esami gratis a parenti, amici dei parenti, amici, amici degli amici o addirittura sotto compensi ridotti a differenza dei costi che si dovrebbero pagare che intascano direttamente

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