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Domenica 19 Novembre 2017 | 02:29

Bari

Arriva il grano dall'estero
presidio di Coldiretti al porto

Mentre la Forestale controlla, centinaia di agricoltori provenienti da tutta la Puglia, in particolare da Foggia e Bari, e dalla Basilicata, sono riuniti al varco della Vittoria. L’iniziativa è stata organizzata «per salvare il grano pugliese ed italiano»

il porto di Taranto

Foto Luca Turi

BARI - Centinaia di agricoltori della Coldiretti provenienti da tutta la Puglia ed in particolare da Foggia e Bari, le due province leader nella produzione di grano, e dalla Basilicata, hanno presidiato stamani il varco della Vittoria al porto di Bari. L’iniziativa è stata organizzata «per salvare il grano pugliese ed italiano dagli scarichi quotidiani di ingenti quantitativi di prodotto straniero».
Tir e camion carichi di grano appena sbarcato nel porto vengono verificati dagli agenti del Corpo Forestale dello Stato che, dopo il controllo dei documenti a bordo dei mezzi, stanno compiendo una prima analisi delle microtossine attraverso un kit innovativo all’interno della postazione mobile.

In 7 mesi, nel periodo tra luglio 2015 e febbraio 2016, secondo i dati diffusi dall’associazione agricola è stato scaricato nello scalo marittimo barese 1 milione di tonnellate di grano, arrivato da Canada, Turchia, Argentina, Singapore, Hong Kong, Marocco, Olanda, Antigua, Sierra Leone, Cipro e spesso triangolato da porti inglesi, francesi, da Malta e da Gibilterra. Contemporaneamente è stata registrata la drastica riduzione del 25% del prezzo del grano pugliese, passato nello stesso periodo da 34 euro a 25 euro al quintale.

Nel porto di Bari sono arrivate stamani quattro navi con un carico complessivo di altre 80mila tonnellate circa: gli agenti del Corpo Forestale, dopo la prima analisi effettuata con il kit a disposizione, faranno in seguito, su disposizione dalle Procure di Bari e Trani, controlli più approfonditi in laboratorio per accertare la reale qualità del grano giunto in Puglia e la eventuale presenza di metalli pesanti. «Bisogna dare certezze - ha spiegato il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele - sulla qualità del grano straniero. Se il grano è contaminato da micotossine risultano contaminati anche pane e pasta perché sono resistenti alle alte temperature. Non meno preoccupante la contaminazione da Deossinivalenolo. I parametri europei relativi ai limiti di Don (1750 ppb) sui cereali utili all’alimentazione umana sono quasi doppi rispetto a quelli imposti in Canada (1000 ppb). In altre parole in Europa è commestibile e può essere somministrato anche ai bambini ciò che in Canada non va bene neppure per gli animali». «Vanno affrontate una volta per tutte - aggiunge il direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - le storture che condizionano l’andamento del settore, ad iniziare dall’assoluta mancanza di norme che regolano il mercato mondiale».

«Il prezzo del grano pugliese ha subito una drastica riduzione del 25%, passando in 7 mesi da 34 euro a 25 euro al quintale, mentre nello stesso periodo, tra luglio 2015 e febbraio 2016, si è registrato lo scarico nel porto di Bari di 1 milione di tonnellate di grano, arrivato da Canada, Turchia, Argentina, Singapore, Hong Kong, Marocco, Olanda, Antigua, Sierra Leone, Cipro, Malta e Gibilterra». Lo spiega in una nota Coldiretti Puglia. 

L’associazione lamenta inoltre che «l'attività borsistica delle Camere di Commercio (Milano, Bologna, Roma e Foggia), agevola il fenomeno speculativo attraverso la scarsa trasparenza nella formazione del prezzo, oppure apportando variazioni nelle quotazioni in assenza di compravendite o per contratti di scarsa rilevanza economica, che rende necessario ed urgente il riordino di tutta la materia». La Coldiretti inoltre, nel lamentare le massicce importazioni di grano dall’estero, ricorda che «nel passaggio dal grano al pane il prezzo aumenta quasi del 1600 per cento, considerato che con un chilo di grano si produce un chilo di pane e ancora nel passaggio dal grano alla pasta il prezzo lievita di quasi il 400%, considerato che con un chilo di grano si producono 650 grammi di pasta».

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Commenti all'articolo

  • mimmo1965

    25 Febbraio 2016 - 08:08

    Il risultato della globalizzazione e siamo solo all'inizio della fine.....

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