Cerca

Martedì 21 Novembre 2017 | 01:57

Udienza rinviata

Treni d'oro alle Sud-Est
la prescrizione a un passo

L’ipotesi di corruzione si prescriverà a novembre. E le difese cercheranno di far cadere anche l’aggravante di trans-nazionalità rispetto alla truffa da 11 milioni che è il perno dell’indagine

Treni d'oro alle Sud-Est la prescrizione a un passo

BARI - L’ipotesi di corruzione si prescriverà a novembre. E le difese cercheranno di far cadere anche l’aggravante di trans-nazionalità rispetto alla truffa da 11 milioni che è il perno dell’indagine sui treni d’oro alle Ferrovie Sud-Est. L’udienza preliminare a carico di 7 persone si è aperta ieri davanti al gup Annachiara Mastrorilli, che ha rinviato all’8 aprile per decidere sulle costituzioni di parte civile: la Regione e un gruppo di dipendenti salentini che lamentano di aver subito un taglio dello stipendio del 40% in conseguenza del commissariamento della società.

Tra gli imputati a vario titolo l’ex amministratore unico Luigi Fiorillo (avvocati Federico Massa e Guido Calvi), l’ex responsabile tecnico Nicola Alfonso (avvocato Nicola Quaranta), gli imprenditori Carlo Beltramelli e Giuseppe Fiaccadori, Marco Mazzocchi (rappresentante legale della Varsa) e due dirigenti della società ferroviaria polacca Pesa. Tra gli imputati anche la stessa società Sud-Est. L’ipotesi della Procura di Bari è che l’acquisto delle 27 carrozze tedesche acquistate di seconda mano e ristrutturate in Croazia e dei 25 convogli Atr sia avvenuto a prezzi gonfiati rispetto ai valori di mercato: vista la triangolazione Italia-Croazia-Polonia, la truffa è considerata trans-nazionale. Beltramelli e Alfonso rispondono anche di corruzione per via di un’auto che il primo ha regalato al secondo. L’accusa contesta poi a Fiorillo una serie di reati fiscali.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione