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Domenica 19 Novembre 2017 | 22:47

politiche sociali

L'«invalidità» è reddito Isee
una mannaia per 25mila

La denuncia delle associazioni a Bari. Caradonna (Anmic): il 60% rischia l'esclusione dal welfare

L'«invalidità» è reddito Isee una mannaia per 25mila

di GIANLUIGI DE VITO

BARI - Non ci si abitua alle zavorre. Specie quando devi opporti ogni giorno alla morte.

Lucia Tricariello, 50 anni, due figlie, divorziata, fruga tra le poche forze rimaste per non arrendersi: l’ultima condanna arrivata, dopo un rosario d’interventi chirurgici perché ex grande obesa, è il coma ipoglicemico misto a una malattia rara. In passato è finita più volte sui giornali. Perché senza un megafono alla sua ribellione civile, la zavorra sarebbe stata più pesante. S’è appesantita di nuovo.

E Lucia, con le poche forze residue, denuncia: «Percepisco la pensione d’invalidità di 279 euro al mese. Sono già andata tre volte in coma ipoglicemico e devo controllare di continuo la glicemia. Ma devo anche pagarmi le striscette per misurarmi la glicemia e spendo 75 euro per ogni confezione da 50 striscette. Un diabetico non le paga e ha diritto a due confezioni al mese. In media ne utilizza tre al giorno. Io non sono diabetica, ma sono quasi sempre in ipoglicemia e per evitare il coma devo utilizzare anche 15 striscette al giorno. Ma perché devo pagare anche questo con i 279 euro al mese?».

A Lucia proprio non va giù l’effetto scatenato dalla legge di stabilità del governo Renzi: le provvidenze (pensioni e assegni) per gli invalidi civili non solo non sono aumentate, ma non sono state nemmeno escluse dal calcolo Isee (indicatore situazione economica equivalente), precludendo in molti casi l’accesso a benfici assistenziali. Le provvidenze vanno dichiarate come fossero reddito. Sulla carta, un’esclusione pensata per scoraggiare i «falsi invalidi». Ma che finisce per punire due volte chi meno ha. E scoraggia il lavoro nero dei pochi invalidi in cerca di rendersi utile per non seppellirsi nell’utilità.

Torniamo al caso di Lucia: i 279 euro mensili le devono bastare per tutto, dall’affitto per due camere, a Madonnella, in un edificio non certo di pregio, alle striscette e al ticket per i farmaci gastrointestinali. Non ha altri patrimoni né altre entrate, l’unica provvidenza è la pensione d’invalidità che da poco le è stata riconosciuta al 100%. Fino a qualche anno fa, nonostante i problemi di salute, Lucia lavorava. E sia pure invalida al 80% aveva un reddito che superava, sia pure di poco, i 4mila e 800 euro l’anno, soglia sopra la quale non scatta la pensione d’invalidità di 279 euro.Ora che percepise la pensione deve pagare anche le striscette.

Fatto è che quello di Lucia non è un caso isolato. Anzi. Il 60% dei 25 mila invalidi civili di Bari e provincia si trova con la zavorra appesantita dall’effetto delle nuove norme sul calcolo Isee contenute nella legge di stabilità del governo Renzi.

Michele Caradonna, presidente provinciale dell’Associazione nazionale mutilati e invalidi civili (Anmic), chiarisce i termini della questione: «L’esclusione dal computo dei redditi ai fini Isee di pensioni di invalidità e di indennità di accompagnamento dei disabili non garantisce nei fatti il pieno accesso dei cittadini con disabilità alle prestazioni assistenziali previste per legge dallo Stato e dagli Enti locali.Sulla questione è intervenuta del resto anche la magistratura amministrativa che ha dichiarato la illegittimità della qualificazione come “reddito” delle prestazioni economiche previste per i soggetti disabili. Siamo in attesa della decisione del Consiglio di Stato dopo la discussione di merito, avvenuta nei giorni scorsi».

Insomma, c’è un rovescio della medaglia nelle misure adottate nella guerra ai falsi invalidi. Ed è la sofferenza doppia di chi non ce la fa. E non finge.

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Commenti all'articolo

  • rossini

    07 Febbraio 2016 - 17:05

    Il Governo Renzi fa economia sui più indifesi fra i nostri concittadini: GLI INVALIDI. I miserabili importi che percepiscono a titolo di pensione d'invalidità o di accompagnamento saranno conteggiati ai fini dell'indice ISEE dal quale dipende il diritto alle prestazioni assistenziali previste per legge dallo Stato e dagli Enti locali. Ma com'è che per gli immigrati i fondi si trovano sempre?

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  • revisore

    07 Febbraio 2016 - 16:04

    Pensionati,invalidi,poveracci insomma il faraone Renzi e gli ebrei d'Egitto.Dovremo fare i mattoni senza paglia.Ci sarà un Mosè da qualche parte.

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