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Venerdì 24 Novembre 2017 | 10:30

Irregolarità, sospesi 10 ambulatori in Puglia

Irregolarità, sospesi 10 ambulatori in Puglia
di PIERO ARGENTIERO
BRINDISI – Sospensione dell’attività per dieci ambulatori pubblici pugliesi per patologie reumatiche. Si tratta del Centro hub presso l’ambulatorio di reumatologia di Barletta nell’ambito del Distretto sanitario 4; del Centro hub presso l’ambulatorio di reumatologia del Distretto sanitario di Lecce, poliambulatorio «Cittadella della salute di Lecce»; Centro hub presso ambulatorio di reumatologia dell’Unità operativa di geriatria dell’ospedale Perrino di Brindisi (con autorizzazione provvisoria a Centro hub all’ambulatorio di reumatologia di medicina interna dello stesso ospedale; Centro hub presso l’ambulatorio di reumatologia di Margherita di Savoia e del centro poke presso l’ambulatorio di reumatologia di Minervino Murge; Centro hub in attività presso il poliambulatorio di reumatologia di Casarano (poliambulatorio territoriale) e del Centro hub nell’ambito del distretto sanitario di Maglie (ex ospedale di Maglie); del Centro spoke ambulatorio di reumatologia del distretto sanitario di Taranto, e del centro hub ambulatorio di reumatologia presso l’ospedale Fabio Perinei di Altamura e del centro spoke ambulatorio di reumatologia presso il distretto sanitario di Bari centro, via Fani.

Sospensioni avvenute a seguito delle indagini svolte dai carabinieri del Nas di Taranto, su delega del sostituto procuratore di Brindisi Milto Stefano De Nozza. Il quale a sua volta ha aperto un fascicolo processuale sulla base di un esposto presentato da un’associazione di tutela dei malati. L’inchiesta si sviluppa sulla ipotesi, a quanto risulterebbe dagli atti, che non vi fossero gli standard di legge per avviare l’attività in questi centri, istituiti sul modello «hub» e «smoke», letteralmente «mozzo e raggi», vale a dire centri per patologie più complesse integrati tra loro, come appunto il mozzo e i raggi di una ruota. Gli «hub» sono per le patologie più complesse; gli «spoke» per quelle meno complesse, ma che,come detto, interagiscono. A quanto sembra mancavano i requisiti minimi organizzativi, strutturali e tecnologici.

Indagini che non sono state affatto concluse e che puntano a individuare eventuali responsabilità penali per quanto riguarda la concessione di autorizzazioni a svolgere attività sebbene non vi fossero i requisiti. Al momento, stando a quel poco che è trapelato, l’inchiesta giudiziaria è a carico di ignoti. Ma nel frattempo il servizio di programmazione assistenza ospedaliera della Regione Puglia ha già disposto la sospensione dell’autorizzazione a svolgere attività ambulatoriale per tutelare la salute dei cittadini.

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