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Venerdì 24 Novembre 2017 | 21:17

Bari, risarcimento a Impregilo Comune rischia di «perdere» 7,5 milioni: scontro tra legali

Bari, risarcimento a Impregilo Comune rischia di «perdere» 7,5 milioni: scontro tra legali
NICOLA PEPE
L’avvocatura del Comune si smarca dalla vicenda del contenzioso Impregilo. A pochi giorni dal termine stabilito dalla Corte di appello civile di Bari per aderire all’«invito» a conciliare la causa del risarcimento per la realizzazione dell’Asse Nord sud e mettersi in cassa 7 milioni e mezzo di euro, si registra un conflitto strisciante tra legali. Dopo l'ordinanza del 5 novembre scorso del presidente della III sezione, Luigi Di Lalla, che spiega perché al Comune (e alle imprese) conviene chiudere la partita a 19 milioni di euro (riducendo i 26 milioni già pagati e congelati su un conto), il sindaco Antonio Decaro aveva chiesto un parere anche agli avvocati municipali. Già, perché quelli esterni nominati tempo fa dal Municipio, gli avvocati Roberto Savino e Luigi Volpe (cui il Comune ha già pagato 100mila euro di parcelle sui 200mila deliberati a maggio scorso) hanno dato il loro parere negativo (per due volte), ritenendo incongrua la somma proposta dai giudici e optando per la prosecuzione del giudizio e rinviando ogni ulteriore decisione all'amministrazione.

NESSUN PARERE INTERNO - L’avvocatura, in una nota a firma del coordinatore, Biancalaura Capruzzi, e Rosanna Lanza, scrive a chiare lettere di non dover formulare alcun parere avendo il Comune affidato la causa a due legali esterni che si sono già espressi. Insomma, un modo elegante per dire: non sono problemi nostri.Ora, se la Corte di appello – investita dalla Cassazione a rivedere la sentenza di quattro anni fa con cui il Comune fu condannato a risarcire 26 milioni – ha in qualche modo «anticipato» il suo giudizio motivando l'invito a chiudere la partita a 19 milioni (senza interessi, compensando le spese legali e riducendo persino di un milione la proposta di 20 milioni fatta tre anni fa da Emiliano), un «no» sarebbe un atto rischioso soprattutto se lo stesso giudice che scriverà la sentenza ha fatto riferimento a responsabilità contabile. Chi conosce Di Lalla, magistrato serio e professionalmente apprezzato, sa perfettamente che con lui il «treno» passa una volta sola.

IL RISCHIO CORTE DEI CONTI - In queste ore il sindaco e il direttore generale del Comune, Davide Pellegrino, stanno facendo alcuni approfondimenti sulla questione. Quel che preoccupa, per assurdo, è proprio il rischio di un «no» all’accordo piuttosto che un «sì». Nel primo caso, c'è un parere di due avvocati esterni e in caso di soccombenza la condanna al pagamento del Comune di ulteriori spese o interessi; nell'altro caso, il «sì» all'accordo, c'è l'avallo di una ordinanza motivia della Corte di appello, che salva il Comune da interessi e spese e in più consente di incassare 7,5 milioni di euro. Certo, il Municipio potrebbe tentare di spuntare qualche soldo in più, ma qualsiasi decisione dovrà essere accompagnata da un atto amministrativo, prima di un dirigente, e poi della giunta.

RICHIESTA DI RINVIO? Per questo, è probabile che all’udienza della prossima settimana vanga chiesto un rinvio. Impregilo, attraverso il suo legale, l’avvocato Paolo Nitti, fa sapere che interverrà l’amministratore delegato munito di delega da parte del Consiglio di amministrazione per definire la vicenda. Il Comune, dal canto suo, per ora non sa che pesci prendere: se vorrà chiedere un rinvio, dovrà motivarlo in maniera diversa da quella di «non aver avuto il tempo di decidere» in questi 45 giorni, circostanza che rischierebbe di irritare il Collegio.

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