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Domenica 19 Novembre 2017 | 16:55

Vertenza buoni pasto dipendenti Asl: pagati 10 milioni di arretrati

Vertenza buoni pasto dipendenti Asl: pagati 10 milioni di arretrati
ANTONIO GALIZIA
BARI - Busta paga più pesante per 5mila dipendenti della Asl Bari. Ma attenzione: non è un regalo di Natale. Nella busta paga di dicembre, i dipendenti che operano su più turni di lavoro (medici, infermieri, ausiliari, autisti, in servizio negli ospedali e negli ambulatori) troveranno in media 2mila euro in più derivanti dai fondi contrattuali destinati al servizio mensa o ai ticket non erogati dal 2008 al 2015. Troveranno il denaro, però, solo coloro che accetteranno la proposta di transazione. Osservando le file agli uffici, c’è ragione di credere che la notizia è stata accolta con soddisfazione, come peraltro conferma Piero Albenzio, segretario Fials, tra le sigle che ha portato la Asl in tribunale: «In questi giorni i lavoratori stanno sottoscrivendo gli atti transattivi per il risarcimento del danno per la mancata fruizione del diritto alla mensa dal 1º gennaio 2008 al 31 dicembre 2015. Si tratta dei dipendenti che hanno superato le 1296 ore di presenza in servizio annue. A seconda dell’articolazione dell’orario di servizio, il personale operante su due o tre turni percepirà 2.100 euro per il 2008-2014, 300 per il 2015; quello operante su settimana corta, con rientro pomeridiano, percepirà 1.500 euro a dicembre, 214 a gennaio». Per la Fials, tuttavia, non si tratta di regalo di Natale: «Siamo soddisfatti, ma resta da definire con urgenza la regolamentazione del diritto alla mensa a partire da gennaio, anche per evitare altri contenziosi».

Di «vergognoso epilogo» parla invece Nicola Brescia, segretario Usspi: «Tra inefficienze, ritardi, somme risarcitorie errate, verbali di conciliazione sbagliati, lavoratori che devono subire trasferte di 80 km e non poter conciliare per mancanza dei verbali, lavoratori che attendono anche 8 ore come è successo al San Paolo, agli uffici presi d’assalto, la vertenza mensa vede un triste epilogo. Quello compiuto è un passo indietro rispetto a luglio 2015, quando la Asl propose risarcimenti che variavano dai 2100 ai 2400 euro nonostante il parere negativo della nostra e di altre sigle sindacali. Non abbiamo detto no perché sentenze passate in giudicato hanno assicurato 3500 euro, quindi oltre mille euro in più, a dipendenti che per 4 anni non avevano fruito del servizio. Siamo di fronte ad una palese discriminazione. Ciononostante abbiamo stabilito di lasciare ai lavoratori la libertà di decidere se accettare some, che in tanti accettano per necessità stante il mancato rinnovo del contratto da 6 anni che ha ridotto il potere d’acquisto degli stipendi. Su questa penosa vicenda stiamo valutando se informare la Procura e la Corte dei Conti».

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