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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 14:08

Bari, il Campus di sera tra il buio e la paura

Bari, il Campus di sera tra il buio e la paura
di ANNADELIA TURI

BARI - «Se non fosse un campus universitario non ci metterei piede in questo posto». Il commento di una studentessa, mentre frettolosamente esce da una biblioteca, trova riscontro in ciò che ha ad occhio nudo è davvero difficile non vedere.

Mancano pochi minuti alle 19, entriamo nel Campus universitario di Bari di via Re David. L’ingresso è illuminato. Solo l’ingresso, però. Perché tra i viali delle varie facoltà il buio regna sovrano. E tra queste stradine incontriamo ragazze sole che stanno rientrando a casa dopo una giornata di lezioni. In questi vicoletti, dopo le 19, nel Campus può davvero accadere di tutto. A partire dal rischio quotidiano di essere travolti perché le auto che circolano all’interno spesso non si accorgono in tempo dei ragazzi che attraversano.

Ma la mancanza di illuminazione non è l’unico problema che vive il Campus. La vegetazione continua a crescere come se si trattasse di una foresta: è evidente, infatti, che servirebbe una manutenzione accurata agevolando il passaggio di alcuni passaggi pedonali.

Insomma sembra proprio che al calare del buio il Campus sia terra di nessuno. Lo sanno bene gli addetti al portierato della cittadella universitaria (società di servizi G.s.a) che vorrebbero fare molto di più ma le mansioni contrattuali lo impediscono. «Noi siamo in servizio ogni giorno dalle 6 alle 22 e verifichiamo se chi entra è autorizzato – ci spiegano – poi andiamo via e sappiamo che arrivano dei vigilantes che fanno dei giri di perlustrazione. Il problema vero - raccontano - è che dopo le 22 qui resta tutto aperto e di conseguenza diventa terra di nessuno. Perché chi vuole può entrare. Come fanno? Entrano dall’hotel Campus, la struttura alberghiera che è all’interno del Campus. Lì davanti c’è un paletto che noi la sera alle 22, per disposizioni dell’università, togliamo per poi rimetterlo la mattina. Quindi, dopo le 22 rimane tutto aperto e chi vuole può entrare anche con l’auto. Del resto – continuano i portieri - l’hotel è pieno: ci sono studenti, gente che viene da fuori e quindi ad una certa ora davvero non si capisce più niente».

A questo punto ci si chiede: perché togliere il paletto se può costituire l’unico sistema per garantire un po’ di sicurezza? Viene rimosso perché resta l’unica via d’uscita dopo le 22 in caso di emergenza. «La verità è che tutto può succedere qui di sera – aggiungono i portieri -. Anni fa facevamo la notte e c’era decisamente più controllo e più sicurezza ma oggi è tutto diverso. Qui spesso entrano le coppiette con i motorini e non escludo che ci possano essere anche drogati o malintenzionati».

Tuttavia l’ingresso nei pressi dell’hotel Campus non è l’unico aperto di sera. Fino alle 20.30 massimo 21 si può entrare facilmente, anche con gli scooter, dal cancello di via Re David. «Io fino alle dieci ho paura a restare da solo - racconta un portiere - e non nascondo che qualche volta mi sono chiuso da dietro. Perché qui accanto, lo vedete anche voi, c’è un bancomat e un assalto dei ladri è sempre in agguato. Se entrano armati e mi minacciano che devo fare? E c’è veramente da avere paura».

Anche tra gli studenti serpeggia la preoccupazione. «Frequento l’università da settembre, sono matricola e mi capita spesso di restare qui fino a tardi - dice Thomas Palmisano, 19enne di Taranto - posso dirvi che è davvero rischioso camminare tra i viali dopo le 16 tra le varie facoltà. A me personalmente non mai capitato nulla però il rischio c’è. Se mettessero qualche lampione in più già sarebbe meglio». Gli fa eco un docente: «Ho appena visto l’addetto alla chiusura delle porte che si sta aggirando tra i viali. Ma uno solo è troppo poco, ce ne dovrebbero di più». Purtroppo in questi mesi non sono mancati gli episodi spiacevoli. «Anche dopo le cinque il campus è rischioso - spiegano Angelica (terzo anno di Farmacia) e Lidia Franchini, 21 e 26 anni - sinceramente siamo un po’ preoccupate perché abbiamo sentito che l’altro giorno un ragazzo di informatica è stato rapinato dopo le 17. È stato bloccato sotto i portici e aggredito. Almeno così hanno detto perché lo hanno anche pubblicato su facebook. Effettivamente in alcune zone è davvero buio e ci sono strade dove non si vede niente- continuano le studentesse - ci sono solamente i guardiani lì davanti che però non fanno il giro tra i viali. Noi spesso ci fermiamo in biblioteca anche fino alle 19,30 e quindi quando usciamo abbiamo paura a tornare a casa. Le zone di Agraria e Farmacia sono davvero tetre, se succede qualcosa siamo davvero abbandonati al nostro destino».

Un altro episodio lo racconta Giuseppe Barbone, 23 anni, studente al terzo anno di scienze biologiche. «Ho sentito da un mio compagno di corso che due settimane fa hanno tentato di rapinarlo. Era dalle parti del Politecnico, vicino il bar - spiega Giuseppe Barone - quando si è avvicinato un giovane e ha fermato il mio compagno chiedendogli dei soldi. Lui si è rifiutato e a quel punto è stato minacciato pesantemente. Alla fine per fortuna non è riuscito a prendere nemmeno uno spicciolo. Ma possiamo venire a studiare in queste condizioni?».

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