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Domenica 19 Novembre 2017 | 04:18

Emiliano: «Nel patto per il Sud col governo, ci sono luci e ombre»

Emiliano: «Nel patto per il Sud col governo, ci sono luci e ombre»
BARI – Per il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano (Pd), nel Patto per il Sud ci sono "luci e ombre". Parlando con i giornalisti oggi al termine dell’incontro a Palazzo Chigi, Emiliano ha spiegato che "le luci" sono rappresentate "dal fatto che finalmente abbiamo affrontato alcuni nodi politici rilevanti con il sottosegretario De Vincenti, e quindi ci siamo lasciati per una ridefinizione delle nostre proposte progettuali".

"Le ombre – ha aggiunto – stanno nel fatto che soldi non ce ne sono tanti". "Cioè – ha precisato Emiliano – abbiamo l'impressione che il governo, forse anche giustamente, lesini l'utilizzo del Fondo sociale di coesione (Fsc), nei confronti delle Regioni del Sud che rischiano di non meritare questo supplemento". 

Emiliano ha spiegato che "in realtà noi partiamo da un presupposto diverso, e cioè che questi 36 miliardi dell’Fsc, all’80 per cento spettano per legge al Mezzogiorno".

"Quindi – ha sottolineato – sono somme molto più alte di quelle che noi abbiamo immaginato, almeno da quello che il governo ci ha fatto capire".

"Su questo punto – ha assicurato - è lotta dura, lo dico col sorriso sulle labbra". "Nel senso che la Puglia – ha concluso – pretenderà di vedere soddisfatte le sue esigenze, anche perchè la Puglia ha speso sempre bene tutto".

EMILIANO: IL GOVERNO PUNTI SUL SUD E CI METTA I SOLDI -  Per il governatore della Puglia, Michele Emiliano, il Patto per il Sud "deve essere una prospettiva nella quale il governo deve fare la sua puntata, cioè deve metterci i soldi". Parlando con i giornalisti oggi al termine dell’incontro sul Patto per il Sud a Palazzo Chigi, Emiliano ha detto che "penso di averglielo fatto capire che i soldi li devono impiegare".

"Anche perchè – ha sottolineato – il denaro serve nella misura in cui ci sono Regioni che sanno spenderlo. E siccome la Regione Puglia ha autorevolezza in materia, credo che abbiano capito il messaggio".

"E' chiaro – ha proseguito – che se noi dobbiamo fare un patto con il governo, questo deve riguardare il futuro". "Può anche riguardare l’accelerazione della spesa di ciò che è stato progettato in passato – ha precisato – ma il patto non può essere solo questo".

Per Emiliano, occorre "incarnare realmente il concetto di 'masterplan', perchè da questa montagna della discussione sul Sud non può uscire un topolino che si limiti solo ad accelerare la spesa dei prossimi due anni. Ma deve venire fuori un progetto per fare uscire l’Italia meridionale dalla questione meridionale".
"Per creare finalmente – ha concluso – quella coesione che fino ad oggi è stata sognata da tutti e mai realizzata".

NEL PATTO AQP E FERROVIE – Le "infrastrutture ferroviarie" ma anche la "necessità di intervenire sulla gestione delle acque nel Mezzogiorno", sono alcuni dei temi affrontati dal governatore pugliese, Michele Emiliano, oggi nel corso dell’incontro sul Patto per il Sud a Palazzo Chigi.

Parlando con i cronisti a margine del vertice, Emiliano ha riferito che "ci siamo intesi sulla necessità di intervenire sulla gestione delle acque nel Mezzogiorno. Quindi dare un ruolo di particolare rilievo all’Acquedotto pugliese (Aqp), sia nella distribuzione dell’acqua sia nella depurazione. E la nostra proposta di fare dell’Aqp la società di riferimento di tutto il Sud, per ridefinire la sua mission".

Peraltro – ha aggiunto – la gran parte delle infrastrutture di Aqp hanno bisogno di grosse manutenzioni e ricadono nel territorio della Basilicata".

"E se noi considerassimo la ripartizione dei fondi solo dal punto di vista geografico – ha rilevato – rischieremmo di assorbire tutto il finanziamento destinato alla Basilicata solo per l’Aqp. Quindi è chiaro che dobbiamo fare un ragionamento ampio, non legato strettamente ai confini delle regioni".

Quanto alle infrastrutture ferroviarie, Emiliano ha detto che la discussione ha riguardato interventi "che diano alla provincia di Lecce una metroplitana di superficie; che sblocchino l’isolamento della Puglia sulla linea Adriatica,  quindi col raddoppio della Termoli-Lesina". Infine il governatore ha sottolineato l’importanza di "rafforzare tutte le implicazioni della Napoli-Bari" che "non è solo una linea, ma una serie di collegamenti che possono essere accelerati e sostenuti a maggior ragione".

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